Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Parade a Napoli, Picasso torna dove trovò l'ispirazione

Parade a Napoli, Picasso torna dove trovò l’ispirazione

Fino al 10 luglio è in mostra presso il Museo di Capodimonte Picasso e Napoli: Parade a cura di Sylvain Bellenger, Direttore generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, e di Luigi Gallo.

La mostra può essere letta come il racconto in primo luogo di un viaggio, la tappa di un percorso che Picasso fece per raggiungere ciò che oggi ben conosciamo. La narrazione è soprattutto la restituzione grafica del periodo di permanenza nell’area napoletana: schizzi, fotografie, dipinti e souvenir. L’insieme di tante fonti d’ispirazione per Parade, ma non solo, basti pensare agli spunti del toro per la Guernica.

Parade è un balletto di un sol atto scritto da Léonide Massine, su poema di Jean Cocteau, musiche di Satie e costumi e scenografie di Picasso.

La Prima Guerra Mondiale aveva la miccia più che accesa, era il 1917. Picasso lavorò con la voglia di ricercare la soglia di rottura con le avanguardie del primo ventennio del ‘900, con la volontà di riaffacciarsi ad una forma d’arte che necessariamente doveva guardare al futuro con leggerezza, pur strizzando l’occhio al passato, quasi come una forma di adulazione.

Picasso, Parade e il nuovo linguaggio

Quando Picasso iniziò a lavorare a Parade era il 1916, era già famoso per il suo cubismo, sentì la necessità di parlare d’altro, con un altro linguaggio.

I suoi amici Braque e Apollinaire furono chiamati alle armi, e la sua Eva morì improvvisamente. Nell’autunno del 1905 decise di iniziare a lavorare con Cocteau ad un balletto, anche grazie a i legami instaurati nel tempo con i Ballets Russes e l’impresario Sergej Diaghilev.

Nella mostra i bozzetti provenienti dal Musèe Picasso di Parigi riescono a far seguire il percorso creativo che portò l’artista alla realizzazione dell’opera.

Un cavallo, la ragazzina americana, il cinese, l’acrobata e i managers, sono i protagonisti della Parade rievocando le parate di un tempo, quelle che ritroviamo anche nel mondo felliniano – famosa è quella di Otto e mezzo.

Parade è anche la più grande delle opere di Picasso esposta nel salone del Museo di Capodimonte, 17m di lunghezza per 11m di altezza.

Il salone da ballo, con le sue pareti decorate e gli immensi lampadari, è tutto dedicato al sipario del balletto che fu messo in scena il 18 maggio 1917 al Théatre du Chalet di Parigi.

Picasso durante il suo soggiorno in Italia si stabilì a Roma, visitò anche Napoli assieme al suo amico Cocteau che lo invogliò con una ormai celebre frase:

«Sì è vero, a Roma c’è il Papa, ma a Napoli c’è Dio».

A Napoli era molto diffuso il teatro di strada, con gli spettacoli di pupi e marionette. Si avvicinarono inoltre all’arte pompeiana e alla tradizione iconografica partenopea. A Napoli Picasso riconobbe il valore dell’antico e riuscì a guardarlo come un tutt’uno con la cultura popolare.

Nel sipario di Parade, si ritrova tutto il suo viaggio italiano: la commedia dell’arte, i drappi rossi che fungevano da quinte nelle rappresentazioni con le marionette, le colonne classiche, si scorge persino l’essenza del Vesuvio.

Nella mostra Picasso a Napoli: Parade emerge tutto ciò che l’artista Pablo Picasso assorbì come una spugna.

Print Friendly, PDF & Email