Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Pizzerie d'Italia 2018, la guida completa del Gambero Rosso

Pizzerie d’Italia 2018: la guida del Gambero Rosso

Si è tenuta ieri a Palazzo Caracciolo la presentazione della guida Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso, la raccolta completa e dettagliata di tutte le migliori pizzerie italiane giunta alla sua quinta edizione. All’evento hanno preso parte rinomati pizzaioli provenienti da tutte le regioni, i quali sono stati premiati per il talento, la fantasia e l’impegno utilizzati per la promozione del nome e della tradizione della pizza. Grazie al loro contributo il mestiere del pizzaiolo, un tempo considerato di serie B, ha guadagnato un prestigio tale che oggi molti giovani scelgono di dedicarsi con passione a questa professione. Molti sono stati infatti i pizzaioli under 30 ad essere premiati da Gambero Rosso con i Tre Spicchi.

Pizzerie d’Italia, premi e riconoscimenti

Il primo premio speciale è stato conferito alla pizzeria Gusto Madre di Alba (CN) per la Migliore carta dei vini e delle birre, mentre il premio I Maestri dell’impasto è stato assegnato a Romualdo Rizzuti – Le Follie di Romualdo (FI) e a Gianfranco Iervolino – Morsi e Rimorsi (CE). Ad essere premiati nella categoria Pizzaioli emergenti sono stati il ventiseienne Stafano Vola della pizzeria Bontà per tutti (CN) e Roberta Esposito de La Contrada (CE). L’ultimo premio speciale conferito è stato quello per la Migliore pizzeria Gluten free, consegnato alla pizzeria Mezzometro Pizza a Senigallia (AN).

Tra le pizzerie che si sono aggiudicate il premio per le Pizze dell’anno spiccano la Pizzeria Salvo da Tre Generazioni (NA) per la pizza napoletana Puparuolo ‘Mbuttunato (crema di peperone giallo, fiordilatte, bufala affumicata, provolone stagionato, peperoni marinati, prezzemolo, capperi croccanti, olive nere, pane croccante), Pepe in Grani (CE) per la pizza dolce Crisommola (albicocca del Vesuvio, ricotta di bufala profumata al limone, nocciole tritate e menta) e I Tigli (VR) per la pizza a degustazione Galletto (base croccante alla romana con spinaci selvatici al lime, emulsione di pomodoro leggermente piccante e la carne sfilacciata a mano del galletto arrostito nel forno a legna).

Altri premi d’eccellenza sono stati le Tre Rotelle per le migliori pizzerie a taglio e i Tre Spicchi per le migliori pizzerie al piatto. In quest’ultimo ambito non potevano mancare i big della pizza napoletana come 50 Kalò, La Notizia, Sorbillo, Starita e Oliva – Da Concettina ai Tre Santi. Molti sono stati i discorsi di ringraziamento, tra cui quelli di Ciro Oliva, che dedica il premio alla gente del Rione Sanità, e Antonio Starita, che sottolinea le origini umili della pizza, partita da qualche bancarella di Napoli per poi diventare un prodotto gourmet di alto livello.

Nel corso del tempo la pizza si è dunque trasformata da alimento semplice, fatto con ingredienti essenziali, ad un prodotto sempre più elaborato, senza tuttavia dimenticare il proprio passato. Perché non esiste innovazione senza tradizione.