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Eroica Fenice

Rimessa Laterale: il gioco ricomincia dai Quartieri Spagnoli

La rimessa laterale è utilizzata nel calcio per riprendere il gioco quando il pallone ha oltrepassato la linea.
Rimessa Laterale è anche l’iniziativa di due giorni, lanciata da Cyop & Kaf, che ha preso vita nel cuore dei Quartieri Spagnoli,in Vico della Tofa, dove il terremoto dell’80 danneggiò irrimediabilmente un palazzo che, poi, nel 1993 crollò.

Per 22 anni le macerie del palazzo sono rimaste lì, la spazzatura si è accumulata sopra i detriti e la malerba ha cominciato a crescere. Già due anni fa, nel 2015, Salvatore Iodice, insieme a poche altre persone, ha cominciato a ripulire lo spazio per ridarlo alla città, agli scugnizzi, come campetto da calcio. Ce n’era e ce n’è di lavoro da fare.

È così che è nata Rimessa Laterale: un’iniziativa di due giorni mirata al lavoro partecipato al fine di terminare i lavori con l’aiuto e l’intervento attivo della popolazione che, dal lato del campo/città, rimette il pallone in gioco, una volta che lo squallore e la desolazione l’hanno buttato fuori dal campo della storia.

Il gioco è lotta continua, in questo caso, anche perchè sul palazzo grava la proprietà virtuale di chi, di tanto in tanto, in questi anni, ha continuato ad abbandonare vaghe promesse di una ricostruzione, ma anche spazzatura e detriti per rivendicare il possesso dello spazio. Spazio che ha continuato, fino a ieri, ad essere luogo di incuria, rovine e degrado.
Per due giorni, in seguito alla richiesta di collaborazione, in Vico della Tofa, ha cominciato a giungere gente di ogni età, per portare a termine il progetto di riappropriazione dello spazio,man-tenendo (tenendo per mano) un progetto che ha la forza delle possibilità.

Rimessa Laterale: un’azione partecipata e un atto non solo simbolico

Perché la rimessa laterale è spesso sottovalutata, ma può costituire un fattore di vantaggio nella costruzione delle azioni offensive.In questo caso, l’azione offensiva è metafora di un atto di presenza, simbolico e semiotico: ridando allo spazio un linguaggio nuovo, fatto di parole diverse che possano produrre una realtà diversa.

Un’azione del territorio sul territorio: opposto  alla sistematica assenza dello Stato, un investimento nel futuro che prende vita da un passato che finalmente agita e fa fremere il presente, un’affermazione del rapporto del popolo con lo spazio e col tempo. Rigenerazione urbana che non è mossa da dinamiche neoliberiste, come sempre più spesso accade, ma lotta tacita, rivolta silenziosa che dal ventre della città lancia un urlo di sfida e di sollievo.

Da Vico della Tofa si vedono le navi ancorate nel porto, il luogo da cui si ha l’abitudine di partire e lasciarsi con dolore alle spalle la città che vive alle pendici del vulcano attivo, stuprata dai bombardamenti e dal dopoguerra, dal terremoto, fatta di un popolo che sempre ha trovato la forza di rialzarsi, pur sempre a fatica.
Che non può redimersi e vuole salvarsi riconoscendo il passato e, facendo leva su quello, rivolgere fortissimo lo sguardo al futuro.

Ridare ai bambini, attivissimi ed entusiasti nel lavoro di questi ultimi due giorni, uno spazio di aggregazione nel gioco e, quindi, in una lotta necessaria; il tempo dell’oggi e del domani.
Lasciando il porto a guardarli crescere e restare, senza diluirsi nella cultura dell’emigraz
ione, rimettere la palla in gioco, lasciando che i loro pensieri rimangano nei quartieri in mezzo ai vicoli, dando loro il futuro come luogo, come eterna possibilità. 

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