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3Alam: per tutti gli Charlie Hebdo del mondo

3alam (ع ل م) è una parola della lingua araba come tante che è stata usata con uno scopo: portare un ragionamento, segnare con un gesto per animare una discussione, come si può leggere nel comunicato che accompagnava l’evento che s’è tenuto il 7 febbraio 2015 presso Lizard Napoli – Circus Studios.

“Lo scritto resta. Lascia dei segni difficili da cancellare e la sua eco raggiunge ogni angolo del pianeta. Nulla uccide un’idea.”

3alam è l’appuntamento zero che ha dato la possibilità a “tre compagne di viaggio nel mondo dell’informazione”, Annamaria Bianco, Federica Pacilio e Maria Rosaria Piscitelli, di ribadire con un grande momento di riflessione che apparteniamo tutti alla stessa terra.

3alam non è stato un evento commemorativo e questo è stato ben chiaro sin da subito, e ciò si può notare anche ascoltando il podcast della serata su JAMMIN URBAN RADIO.

Ho avuto modo d’incontrare le organizzatrici qualche giorno prima di 3alam; avevo voglia di sentire in maniera diretta, dalla loro voce, il pensiero che hanno avuto voglia di esprimere. Il discorso è partito in modo naturale, una chiacchierata informale davanti ad un tè.

Dopo Parigi, che guerra fa è il numero di Limes sui conflitti in corso tra mondo arabo, spazio ex sovietico e Nord Africa e le connesse partite globali. Leggendo le pagine della rivista sembra che non ci sia soluzione unica al problema del terrorismo: molti cercano di intervenire con una serie di misure che saranno prese ed avranno una serie d’implicazioni sulle libertà ed i diritti civili, ma realmente le soluzioni adottabili sono quelle che mirano alla cosiddetta democrazia della quale ci siamo circondati? A tre giorni da 3alam chiedo ad Annamaria e Maria Rosaria se la conoscenza può evitare la diglossia tra persone. Mi rispondono come se avessero preparato la risposta, spiegandomi che è un discorso di umanità, rispetto e raccontandomi varie esperienze che meglio spiegano il concetto.

Una famiglia palestinese mi ha accolta in una tappa di un mio viaggio. Ecco penso che il gesto dell’accogliere non è più professato.” L’esperienza di Annamaria che va oltre i confini politici dell’Europa, ha fatto maturare in lei la consapevolezza che la questione non è legata esclusivamente a quella che viene definita integrazione, ma anche e soprattutto alla poca voglia di conoscere il cosiddetto “altro”.

Qualunque forma d’espressione riconosciuta come “araba” e/o  individuata come “mediterranea”, diviene indicizzata quasi a volerla ghettizzare. Le organizzatrici, confermano il mio pensiero legato alla volontà di distruggere la barriera culturale che non comprende più precisamente la letteratura dei migranti.

Meglio spiega il concetto Amara Lakhous in “Scontro di civiltà per un ascensore in piazza Vittorio”

Ero cittadino della lingua italiana. La lingua è come la madre. Ti ama perché sei figlio. Per imparare la lingua non sono necessari visti, passaporti, Schengen, permessi di soggiorno.”

La volontà da parte di chi ha organizzato 3alam e da chi vi ha preso parte è quello di dare un impulso di libertà.

“Vogliamo andare oltre le differenze, capire che il mondo non è solo bianco e nero in chiave chiaramente non islamofoba bensì umana, andare al di là delle differenze e per trovare ciò che ci accomuna, toccando più ambiti culturali, dalla fotografia al teatro, passando per la pittura, il canto e la letteratura.”

Le sale della Lizard che hanno ospitato 3alam erano infatti arricchite dal contributo fotografico di Diego Dentale. Durante la serata gli ospiti sono stati intervistati, a partire da Eduardo Castaldo che ha parlato della sua esperienza come fotografo, dando un senso umano al suo lavoro. Il secondo ospite ad intervenire è stato Andrea Rega aka Facof che, da un piccolo paese di provincia dal quale ha iniziato prendendo in giro le persone, ha partecipato poi all’incontro con delle vignette che scherniscono il mondo post Charlie.

Maria Elena Stellato ha portato in mostra per il 3alam le sue opere pittoriche, facendo superare al fruitore la sola immagine racchiusa nel quadro, riuscendo a raccontare liberamente il  messaggio che alle opere è allegato. Ha partecipato inoltre Chiara Vitiello che ha dato vita con la sua lettura  ad un profondo momento di riflessione.

Maurizio Capuano, attore, ha inoltre spiegato ai microfoni della radio in che chiave bisogna leggere la performance che lo ha visto protagonista. Vorrei fosse un momento d’incontro, la satira è fatta di parole che non possono far male, a meno che le persone le intendono in modo diverso rispetto alla persona che le esprime. La satira è volgare, la satira deve essere eccessiva così come diceva Mel Brooks”. L’attore si è inoltre riferito al concetto di comicità sostenuto da Eco, sottolineando come questa non aveva solo il compito di “di-vertere”, e, dunque, essere scevra da ogni riflessione. 

L’intervento di M’Barka Ben Taleb al 3alam è stato importante in quanto può essere visto come l’unione tra le parti: lei cantante musulmana, ha dato un forte contributo prima con la sua intervista e poi con i suoi interventi dopo la performance di satira e durante la discussione che ha animato la tavola rotonda di 3alam. La cantante ha cercato di capire il lavoro di E.Castaldo e si è spressa nei confronti del male, risultato dall’esaltazione delle religioni e da chi purtroppo realmente n’è vittima.

3alam ha avuto una forte impronta legata al concetto di accoglienza espresso fin dalla nascita del progetto, e grazie agli ospiti e ai loro  contributi,ha fornito, inoltre, spunti per  eventuali altri incontri.

– 3Alam: per tutti i Charlie Hebdo del mondo –

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