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Eroica Fenice

A qualcuno piace…smart!

Le “smart drugs” o droghe furbe rappresentano la nuova frontiera dello spaccio di stupefacenti.

È facile venderle quanto produrle, basta un piccolo laboratorio, sostanze essenziali e il gioco è fatto. Singolarmente potrebbero non risultare nocive, ma il loro mix, al contrario, può essere molto pericoloso in quanto non subisce alcun controllo tossicologico. Si stima che ogni settimana venga introdotta una nuova molecola sul mercato per complicare il lavoro di carabinieri e medici che non riescono così ad individuare una metodologia di analisi. Proprio perché sconosciute queste sostanze non rientrano nelle tabelle di riferimento delle Forze dell’Ordine almeno finché non vengono schedate.

Per alcuni si tratta di sostanze provenienti da piante e quindi assolutamente legali, stupefacenti naturali a base di canapa e dagli effetti dell’hashish. Si presentano spesso come profumatori per ambienti o sali da bagno in modo da aggirare i controlli antidroga, ma nella maggior parte dei casi si tratta di cannabinoidi sintetici. In questo modo, gli articoli in questione possono essere commercializzati legalmente e attraverso dei distributori automatici facilmente accessibili anche per i più giovani, consapevoli degli effetti degli “allegri deodoranti” grazie ai numerosi forum. Dalle informazioni tratte dai forum, infatti, i carabinieri sono riusciti ad effettuare decine di arresti in tutta Italia e a mettere sotto sequestro altrettante erboristerie.

Così come le droghe “tradizionali”, anche le “smart” hanno sul territorio una rete di distribuzione e sempre nuove piazze di consumo.

La  vendita al dettaglio avviene negli smart shop, ormai diffusi in tutto il territorio nazionale (il 10% si concentra nella capitale), che spesso camuffano semi di piante allucinogene come naturali o bio, in modo da far felici grandi e piccini, ma non si può certo dire che eludano la legge. Queste sostanze risultano del tutto legali grazie all’abilità di chi compone “l’intruglio”.

Il popper, per esempio, viene venduto sotto mentite spoglie col nome di blow e non contiene nitrito di amile in modo da aggirare il divieto legislativo, ma ne conserva immutate le caratteristiche.

Ma il boom delle vendite è registrato online, dove è possibile anche acquistare tramite “Growshop”  un kit di coltivazione per chi ritenga di avere il pollice verde. Congegni, bulbi e lampade sono inviati direttamente a casa.

Per chi vuole comodamente acquistare da casa e restare nell’anonimato è possibile pagare tramite bit coin, una moneta “pari a pari” che non necessita di un’autorità centrale che tracci le transazioni, tutto avviene quindi tra i due computer…più smart di così!

Non è certo mia volontà contestare il fatto che sia più facile acquistare droga che un etto di buon prosciutto, ma rifletto sull’assoluta mancanza di controllo che fa dei giovanissimi i primi acquirenti e che si sappia pochissimo sugli effetti di queste sostanze.  Che sia addirittura il caso di istituire un servizio clienti?