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Accordo sul nucleare iraniano

Dopo tanto tempo si è finalmente pervenuti ad un accordo sul programma nucleare iraniano.

Nella giornata di Martedì 14 Luglio si è arrivato ad un’intesatra l’Iran, rappresentato dal ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, e i rappresentanti di Unione Europea, Stati Uniti e Nazioni Unite. La riunione che si è tenuta a Vienna porterà entro poco tempo all’ufficializzazione ed entrata in vigore del trattato che una volta ratificato porterà benefici ad ambo le parti in gioco.

L’accordo siglato a Vienna non è perfetto, ma è il migliore accordo che si poteva raggiungere in questo momento storico. Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente Barak Obama che ha visto l’accordo come un passo importante all’interno dello scacchiere internazionale e di come con esso si possa garantire la pace: l’accordo prevede la consegna di tutto l’uranio arricchito prodotto lasciando all’Iran solo una esigua quantità, quella strettamente necessaria. Il Presidente dell’Iran Hassan Rohani, che durante la presidenza precedente aveva condotto la trattativa sul nucleare, ha affermato che quello di Vienna è un accordo che permette di vincere a tutte le parti in gioco. Per entrare in vigore l’accordo dovrà essere ratificato dal Congresso statunitense e dal consiglio legislativo iraniano.

Sia Rohani che Obama hanno ribadito che questo non permetterà la proliferazione di armi nucleari, ma la cosa al momento non sembra rassicurare Israele che si è espressa con un parere negativo riguardo l’accordo di Vienna. Netanyahu, Presidente dello Stato d’Israele, l’ha ritenuto un errore che permette così all’Iran di continuare a finanziare il terrorismo.

Nell’immediato l’intesa raggiunta comporta, dopo la ratifica necessaria, la sospensione delle sanzioni economiche a carico dell’Iran, nel caso vengano violate le norme stabilite verranno riapplicate le sanzioni. Nel particolare l’accordo verte su 5 punti:

1) Aiea potrà ispezionare in qualsiasi momento, 24 ore su 24 tutti i siti nucleari iraniani, civili e militari. L’Iran potrà appellarsi ad un arbitrato internazionale, formato da tutti i paesi firmatari dell’accordo, per evitare le visite;
2) dovranno essere consegnati quasi tutte le 10 tonnellate di uranio arricchito, all’Iran rimarranno solo 300 chili di materiale;
3) le centrifughe possedute dall’Iran dovranno scendere a sole 5000, di cui un quinto dovranno essere riconvertite a uso medico, per la produzione di isotopi per la cura del cancro;
4) l’embargo su tutte le tecnologie legate alla produzione di testate missilistiche nucleari;
5) la sospensione delle sanzioni economiche inizierà a partire dal 2016, per adesso una volta entrato in vigore l’accordo, Teheran potrà nuovamente vendere sul mercato internazionale il petrolio estratto nei propri pozzi.

L’accordo di Vienna segna una fase di distensione tra Stati Uniti e Iran, rapporti che dal 1979 si sono sempre dimostrati tesi. Sperando in un volgere al meglio della situazione si aspettano ulteriori sviluppi.

 

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