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Eroica Fenice

Alzheimer, ora si può prevedere la malattia 10 anni prima

Alzheimer: ora si può prevedere la malattia

Prevedere 10 anni prima l’insorgere della malattia di Alzheimer: questo lo scopo delle ricerche condotte dal Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Bari e della locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

In concomitanza con la XXII giornata Mondiale dell’Alzheimer, che cade il 21 settembre, da Bari arriva un’importante rivelazione, che ha suscitato grande interesse in ambito clinico e accademico.

La notizia si sta diffondendo in tutto il mondo, è stata raccontata sul «Times» di Londra e già il professore di Neuroscienze Patrick Hof,  della Icahan School of Medicine della Mount Sinai di New York, si è detto molto interessato a questi risultati.

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa presenile progressivamente invalidante

Il 60-70% dei casi di demenza, che si presenta in genere oltre i 65 anni, è dovuta a questa malattia. Uno dei primi segnali che la demenza presenile di tipo Alzheimer sta progredendo, è la difficoltà nel ricordare eventi recenti, seguito da sintomi come depressione, afasia, disorientamento, cambiamenti repentini di umore, talvolta fino alla perdita delle capacità mentali basilari. Al momento non esiste una cura efficace per l’AD (Alzheimer’s Disease), pur essendo state proposte diverse strategie terapeutiche per tentare di influenzare clinicamente il decorso dell’Alzheimer.

Alzheimer, arriva il sistema di intelligenza artificiale capace di prevedere la malattia

La biopsia del tessuto cerebrale è l’unico metodo fin ora utilizzato per effettuare una diagnosi definitiva della malattia. Gli attuali metodi che permettono di analizzare il liquido cerebrospinale e di individuare gli ammassi neurofibrillari che ricoprono il cervello, prevedendo con relativa accuratezza chi è a rischio di ammalarsi di Alzhemier entro dieci anni, sono piuttosto invasivi, costosi e disponibili solo in centri altamente specializzati.

La tecnica sperimentata a Bari sarà molto più economica e meno invasiva. I ricercatori dell’Università di Bari, hanno sviluppato un algoritmo capace di discernere tra cervelli sani e malati. Il calcolo è stato messo alla prova su una serie di 148 risonanze, di cui 52 da soggetti sani, 48 con Alzheimer e 48 con una lieve disabilità cognitiva, evoluta però  in Alzheimer fino a nove anni dopo. «L’intelligenza artificiale — scrivono gli autori — è riuscita a distinguere un cervello sano da uno con l’Alzheimer con un’accuratezza dell’86%, ed è anche stata in grado di dire la differenza tra cervelli sani e quelli con disabilità lieve con un’accuratezza dell’84%». Il centro calcolo ReCaS ha rivestito un ruolo strategico per lo svolgimento di queste analisi così complesse, che richiedono infrastrutture di calcolo e conoscenze tecnologiche avanzate.

Progressi della scienza e prospettive future

I fisici dell’Università di Bari e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (tra cui coloro che hanno sviluppato il sistema di intelligenza artificiale, Nicola Amoroso, Marianna La Rocca, Stefania Bruno, Tommaso Maggipinto, Alfonso Monaco, Roberto Bellotti e Sabina Tangaro), già tre anni erano emersi come vincitori di una competizione internazionale organizzata dalla Harvard Medical School per l’uso di sistemi di machine learning per la diagnosi precoce della Schizofrenia.

Il metodo utilizzato per diagnosticare precocemente l’Alzheimer è molto versatile, tanto che potrebbe essere impiegato nella diagnosi di altre malattie neurodegenerative, come il Parkinson.

Intanto, a Torino arriva l’OrientAlzheimer di Infine Onlus che, tramite la mappatura dei servizi disponibili in città per i malati di Alzheimer e altre demenze, offre un concreto aiuto di orientamento, disponibile online su infine.it. OrientAlzheimer si compone di due parti: la mappatura completa di UVA (Unità Valutativa Alzheimer) e CUP (Centri Unificati di Prenotazione) divisi in base alle Asl e ai distretti della città di Torino completi di indirizzi e numeri di telefono e un video  che affronta i temi con i quali più frequentemente le persone si rivolgono a Infine Onlus in cerca di aiuto, interessati a conoscere quali sono i primi sintomi della malattia, a chi rivolgersi in caso di sospetta demenza, come e dove compiere i primi esami e la visita Neurologica e tanto altro.