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Eroica Fenice

Anastacia e il fulmine a ciel sereno

Improvvisamente la notizia dello stato di salute della cantante pop Anastacia, in poche ore ha fatto il giro del mondo: a causa del ripresentarsi del tumore al seno la cantautrice statunitense ha dovuto cancellare le date del suo tour europeo.

Una battaglia vinta dieci anni fa.

Anastacia non ha riversato tutta la sua grinta solo nei potenti e melodiosi suoni della sua voce. Perchè è una donna che ha già dimostrato di non volersi piegare a un destino purtroppo beffardo, se non addirittura amaro. Da ragazza infatti le fu diagnosticato il morbo di Crohn, e proprio a causa delle sue difficili condizioni di salute, chi l’aveva in cura le suggerì di dedicarsi alla musica e a comporre brani, per incanalare tutte le sue emozioni   in una giusta dimensione, che l’avrebbe senz’altro aiutata a superare i momenti di crisi della malattia. Successivamente nel 2003, all’apice del successo mondiale un nuovo problema di salute per la pop singer di Chicago : la diagnosi di un tumore al seno sinistro, scoperto quasi per caso poichè aveva intenzione di sottoporsi a una mastoplastica riduttiva. Da lì alla radioterapia e poi all’operazione definitiva – i passi decisivi e fondamentali per poi ritornare a cantare in sala di registrazione e produrre “Love is a Crime“.

La recidiva.

Purtroppo nonostante il precedente intervento avesse dato ottimi risultati, si è ripresentato per Anastacia la diagnosi di un nuovo tumore al seno. e tutto ciò a pochi mesi di distanza dall’inizio del suo nuovo tour europeo “It’s A Man’s World“, di cui ovviamente sono state sospese tutte le date. Tramite un tweet sul suo sito si leggono le sue parole: ” sì è tornato, sì sto combattendo adesso, ma questa volta la battaglia è più intensa. grazie per il vostro affetto e le vostre preghiere“. La cantante che si è detta anche enormemente dispiaciuta nel dare una così grande delusione ai suoi innumerevoli fan soprattutto europei, e che questo periodo le servirà oltre che per curarsi anche per continuare  a scrivere e a registrare musica. Perchè da donna forte quale è vuole mantneere fede al suo motto:”Non lasciare mai che il cancro ottenga il Meglio di Te!”

Donne oltre il cancro.

La paura, la malattia, la cura, la forza di reagire e combattere. Questa è la sintesi probabilmente di tante storie di donne che hanno lottato o stanno lottando contro una malattia infida come il tumore al seno.Se Anastacia ha i riflettori puntati su di sè a causa del suo essere un’artista a tutto tondo, infinite sono le voci di sottofondo che narrano dure battaglie, tessono reti, fanno palpitare emozioni.possono essere donne giovani o meno giovani, possono essere artiste, ballerine, impiegate, casalinghe, mamme, operaie…un giorno, decidono di scrivere della loro esperienza e nascono le cancer blogger…ne avete mai sentito parlare? permettetemi di sengnalare in questo piccolo spazio due persone che meritano la vostra attenzione. La prima di cui voglio raccontare è Anna Lisa, una blogger colpita da un carcinoma triplo negativo, che lei chiamava la bestiaccia e che purtroppo non le ha lasciato scampo. Nonostante la malattia, aveva coronato il suo sogno d’amore, sposando la persona che le era stata accanto durante tutto il suo percorso clinico e umano. Ora dal suo blog -ormai chiuso da tempo- è nata un’associazione e un libro “Toglietemi tutto ma non il sorriso” con prefazione di Mario Calabresi: in quelle pagine si respira vivo e palpitante il coraggio di Anna Lisa parola dopo parola. L’altro diario online è quello di una ragazza italiana espatriata nel Regno Unito dove racconta la sua malattia, Le Amazzoni Furiose. E non si limita solo al racconto di una battaglia, ma ne spiega anche i motivi, ne scandaglia politicamente le cause, arriva a porre domande lucide e spiazzanti. in parallelo le tappe della sua lotta, da una risonanza a un controllo semestrale, unite al suo desiderio di normalità di coltivare sogni di vivere uscire ballare camminare lavorare. così leggendo si scoprono gli infiniti lati del tumore al seno, dove spesso le apparenze sono molteplici e le verità tanto sbandierate dai mass media spesso solo cavolate contro le queli sostenere una corretta controinformazione. ed è per questo motivo che consiglio di leggere questa Amazzone per capire quanto tutti noi dobbiamo essere furiosi come lei.

Il dramma di Anastacia è dunque l’occasione per confrontarci con i nostri spettri nascosti e per affrontare una battaglia che ha in sè il valore della civiltà, per considerare il paziente famoso o non famoso come una persona con idee e progetti e non semplicemente come un malato, solo se e soltanto come un malato.