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Eroica Fenice

Ancora Terra dei Fuochi, quella nube nera su Giugliano

Un’enorme nube tossica ha coperto il cielo di tutto l’hinterland napoletano, estendendosi sino al casertano. Una colonna di fumo nero visibile dai Camaldoli e dallo stesso porto di Napoli, che ha oscurato il sole. Una lugubre cornice per una giornata di fine estate.

Uno scenario impressionante quello del pomeriggio del 31 agosto: l’ennesima dimostrazione che la Terra dei Fuochi brucia, ancora ed inesorabilmente.

Questa volta ad andare in fiamme, intorno alle 15 di una giornata tersa ed afosa, è un deposito giudiziario di autoveicoli sito in via Selva Piccola, nel quartiere periferico di Casacelle a Giugliano, in provincia di Napoli. Vi sono in custodia centinaia e centinaia di auto e altri mezzi sequestrati. Un incendio di proporzioni ciclopiche. Sul posto sono intervenuti carabinieri, esercito, tecnici dell’Arpac e vigili del fuoco: quest’ultimi sono riusciti a spegnere le fiamme intorno alle 19 con grandissime difficoltà, dovute, in particolare, allo scoppio continuo di pneumatici, auto e altro materiale. Il rogo ha interessato circa 300 veicoli. Quattro pompieri sono stati ricoverati all’ospedale di Giugliano in seguito a diverse esplosioni avvenute durante l’incendio, fortunatamente in condizioni non gravi. Si seguono tutte le piste, e non si esclude quella dolosa.

Intanto è già polemica su quella che i residenti definiscono una “catastrofe annunciata”. Rabbia, sgomento e impotenza sono i sentimenti predominanti. L’alto livello di pericolosità di quell’area era stato già segnalato più volte alle forze dell’ordine dai cittadini di Giugliano e da associazioni del territorio. La depositeria giudiziaria è stata spesso oggetto di inchiesta, anche da parte di Striscia La Notizia: lì Luca Abete, infatti, ha svolto più di un servizio per far conoscere la situazione e, soprattutto, per mostrare le scarse condizioni di sicurezza in cui si trovava il deposito. Veicoli fuori uso e corrosi dal tempo a pochi passi da un istituto scolastico. Rottami, pneumatici e immondizia fanno da cornice ad uno spettacolo imbarazzante. Un’area di un centinaio di metri quadrati contenente vetture ammassate l’una accanto all’altra, abbandonate a loro stesse. 

L’episodio non è un caso unico: nel maggio 2013 andò in fiamme un deposito auto a Ponticelli (video), lo stesso deposito di Giugliano subì un rogo anche nel 2010. Vengono probabilmente fatti bruciare per eliminare le prove di tutto quello che viene rubato dai veicoli prima di mettere le vetture all’asta.

Affacciarsi da casa per guardare il sole o prendere una boccata d’aria. Nella Terra dei Fuochi affacciarsi significa vedere un rogo. Immenso. Che ingombra il cielo e fa ombra su mezza provincia. Personificare il male è inutile artificio, quando ci si trova al cospetto di una tale sequela di opere, omissioni, silenzi e volontà di ignorare. La puzza c’è, e per i nuovi nati è normalità e non fa più notizia. In questa terra respiri ciò che sei: fumo. Fumo nero. Che è nell’aria, nel cemento, nelle strade. Nelle ossa della gente. Ma soprattutto è dentro a chi quel fumo lo genera, in questa terra assassina e assassinata.

Nunzia Serino

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