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Eroica Fenice

Aperilingua

Aperilingua, parole e sapori

Nei secoli, Napoli è stata città di spicco di diversi popoli e regni.
Basta aprire un qualsiasi libro di storia per sapere che siamo stati praticamente un po’ di tutto. Greci, Bizantini, Angioini, Aragonesi, Borboni. Oggi molte di queste dinastie non esistono più, ma esistono le nazioni che hanno contribuito a creare e dentro di noi portiamo una scintilla di ognuna di quelle culture.
Essere Napoletani vuol dire essere parte del tutto, storicamente parlando.
Se siete propensi a scoprire una parte di quella coscienza comune a cui apparteniamo, c’è un evento che fa per voi: l’ Aperilingua settimanale allo Slash, iniziativa dell’ Associazione Tecla. Durante il quarto appuntamento, dedicato alla Francia, abbiamo fatto qualche domanda a Vanna Mele di Tecla.

Aperilingua, intervista a Vanna Mele

Parlami un po’ dell’Associazione Tecla e dei vostri progetti.

Attualmente abbiamo tante situazioni in corso, sempre nell’ambito culturale. Il 17 novembre, ad esempio, avrà inizio un cineforum in lingua al Teranga di Piazza Bellini, cominceremo col giapponese.
Quel che ci interessa è di promuovere la cultura a Napoli, il che non è per niente facile, e proviamo a farlo continuativamente attraverso mostre e altri eventi, al fine di creare luoghi e situazioni di socializzazione.

Qual è l’idea che vi ha portato all’ Aperilingua?

Sono 3 anni che lavoriamo in questa direzione, abbiamo iniziato dalle piazze. Inizialmente mettevamo le sedie per strada, letteralmente, e invitavamo la gente a confrontarsi e a praticare le lingue.
Dopodiché siamo passati a piccoli eventi, inizialmente solo i meeting english, e poi con le prime vere serate tematiche ci siamo aperti pian piano a tutte le altre culture e lingue.
Quel che volevamo era dare un quadro completo, dal verbo al cibo, della cultura di un determinato paese ed è quello che proviamo a fare in questi aperilingua.
Ci piace vedere i risultati raggiunti poco alla volta, la gente inizialmente viene qui per parlare inglese (la lingua che va per la maggiore) ma un po’ alla volta riusciamo a fargli apprendere le forme più elementari di altre lingue. Questo attraverso non solo il dialogo, ma delle vere e proprie attività create per farli interagire al meglio.

Era questo il vostro obiettivo, fare avvicinare le persone alle diverse culture?

Sì, farli avvicinare alle culture e alle lingue. Come associazione abbiamo potuto constatare quanto siano terrorizzate le persone all’inizio di un percorso di apprendimento di una nuova lingua, credono sempre di non potercela assolutamente fare. Noi vogliamo aiutarli in questo, gli aperilingua non possono certamente sostituirsi ad un vero e proprio corso, ma aiutano molto le persone ad aprirsi e a imparare, anche attraverso il gioco. Qui si radunano madrelingue e persone che hanno sviluppato ottime capacità linguistiche attraverso lunghe esperienze, confrontarsi con loro, poterle ascoltare, porta le persone a credere di più nel loro percorso.