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Arte e Linguaggi e l’indagine sul Tempo

TEMPO. Quale per la contemporaneità?  É il titolo dell’incontro legato al ciclo Arte e Linguaggi, nuove geografie della creatività, un’occasione data agli artisti per farli discutere sul tema.

La discussione è stata animata dagli artisti che hanno mostrato i loro lavori che posseggono come parola chiave il tempo. Carmen Gallo (poeta), SEC_ (musicista), Pier Paolo Patti (video artist, video maker), Licia Pizzi (scrittrice), Anna Maria Saviano (pittrice) e Giovanni Scotti (fotografo) sono intervenuti con i loro contributi. Gli incontri per Arte e Linguaggi  sono moderati da Chiara Reale presso per la Fondazione Premio Napoli in collaborazione con la redazione di RACNA Magazine e la partecipazione di Piero Sorrentino e Ferdinando Tricarico.

Il secondo dei cinque appuntamenti di “Arte e Linguaggi” è dedicato al mondo dell’arte per indagare sul concetto di tempo nella contemporaneità. L’invito a non tenere sotto controllo l’arte forse deriva dal fatto che può essere una forma di controllo del tempo. C’è un tempo effettivo legato alla realtà tangibile, dalla realizzazione alla messa in mostra, il cosiddetto pensato dell’opera artistica ed un tempo legato alla sua efficacia, alla capacità di arrivare a chi ne trae godimento.

Si abbassano le luci. Il proiettore illumina la parete di fronte al pubblico e si vedono interferenze accompagnate da suoni provenienti da un cantiere. Così si apre la discussione nell’appuntamento sul tempo per “Arte e Linguaggi”.

Il video di Pier Paolo Patti tratto dal suo lavoro “L’ultima cena” è una videoinstallazione nella quale 13 schermi diversamente fuorisincro, posti su impalcature fatte da tubi innocenti, proiettano immagini che possono essere associate alle interferenze dei tubi catodici riportati in un cantiere edile grazie all’audio che si sovrappone con il resto.

Lo spettatore è l’unico soggetto che potrà decidere il tempo di permanenza dinnazi ai fotogrammi. Pier Paolo Patti spiega come “Il tempo sembra sospeso, in un buco nero dal quale tutto parte e tutto finisce”.

Con la lettura delle sue poesie Carmen Gallo trova il bisogno di ricostruire la lingua straziata ripristinando brandelli di conoscenza, abbandonando gli accademismi, facendo emergere un’identità che va al di fuori della società dello spettacolo.

Licia Pizzi ha portato l’ascoltatore a fare un viaggio in una Napoli d’altri tempi col suo reading  tratto dal suo ultimo lavoro “Del fare e del disfare. Un preludio biografico”.

Come discusso in altri contesti,  anche ad “Arte e Linguaggi“, rimane evidente che il periodo contemporaneo tende ad appiattire la realtà che consuma le opere d’arte. Non è distinguibile un periodo d’appartenenza, rimane e viene perseguito tutto in un continuo contemporaneo.

È così che chi si trova ad esplorare le immagini di Anna Maria Saviano che riscopre nel tempo di posa l’infinito istante che racchiude la realtà, non solo quella soggettiva, ma coinvolgendo il fruitore dell’immagine lo rende partecipe della scena che racchiude la misura dell’istante di scatto.

La corsa alla visualizzazione risponde alle dinamiche che vengono imposte dai media, per riscoprire un sorta di “cronofobia”, suggerisce De Lillo, l’uomo contemporaneo ha bisogno di «una nuova teoria del tempo». O forse ha bisogno solo di tornare a esperire dentro di sé come ai tempi di Seneca e Agostino.

È in quest’ottica che l’opera di Giovanni Scotti si interfaccia con una piattaforma mediatica di tipo diverso, le sue immagini di Edenlandia rispondono a logiche che trascendono dalla volontà di creare il cosiddetto stato di shock emotivo legato alla distruzione di un sogno, bensì l’impatto che il fotografo vuole restituire alla realtà quotidiana è proprio quel quotidiano che il parco a tema possedeva quando le giostre erano attive.

Il tempo delle discussioni è scansito dagli speed flash di SEC_ che non usa nelle sue composizioni e performance strumenti musicali convenzionali bensì macchine adattate ed anche auto costruite ponendosi il problema del ruolo dello strumento: Il rapporto con la contemporaneità è un consumo insoddisfacente e quindi qual è il ruolo della macchina se essa suona da sola?”.

Indagare sulla contemporaneità dell’arte sembra essere lo scopo principale del ciclo “Arte e Linguaggi” che ha in programma altri tre appuntamenti previsti per il 9 Aprile con Habitat come tema della discussione e rispettivamente il 7 Maggio con Corpo ed il 4 Giugno con Parola al Palazzo Reale di Napoli presso la Fondazione Premio Napoli.

Arte e Linguaggi e l’indagine sul Tempo

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