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Eroica Fenice

Attaccamento e amore, Grazia Attili (Recensione)

Il titolo del libro, “Attaccamento e amore”, colpisce sicuramente la nostra attenzione, ma la sua azzeccatissima didascalia “cosa si nasconde dietro la scelta del partner?” ci seduce definitivamente, inducendoci a sperare che, dietro quella fatidica domanda, il testo possa fornire tutte le risposte a quei quesiti irrisolti che ci poniamo quotidianamente attorno ai misteri del cuore e della mente. Quante volte ci siamo chiesti se c’è differenza tra attaccamento e amore, se il nostro partner è davvero innamorato o se è solamente “legato” a noi, perché magari rappresentiamo per lui quel porto sicuro nel quale approdare per abitudine o solitudine ma non per amore. Ancora, se attaccamento e amore siano entrambi aspetti positivi e complementari di un sano rapporto di coppia o se siano antitetici e, quindi, inconciliabili protagonisti di una felice prosecuzione di una relazione stabile.

Grazia Attili, docente di Psicologia Sociale presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, combinando con chiarezza ed originalità materie apparentemente diverse quali la psicologia, l’etologia, l’antropologia, la poesia classica e la letteratura, ricostruisce il percorso psicologico inconscio che compie un individuo nella scelta del proprio partner. In questo iter, costituito da svariate tappe “obbligate”, l’attaccamento rappresenta un elemento prodomico rispetto ad altri fattori quali l’innamoramento, l’amore, la passione, la sessualità e l’affetto, tutti egualmente necessari tanto nella fase iniziale che in quella avanzata della vita di una relazione amorosa.

Nell’adulto, dunque, l’attaccamento rispecchia una sorta di propensione al legame, un sentimento che si sviluppa in lui al cospetto un individuo capace di dimostrargli nel tempo di essere in grado di soddisfare i suoi bisogni  primari, di offrirgli un momento consolatorio certo e di fornirgli una garanzia di accudimento quasi incondizionata. La persona che incarnerà in sé tutti questi elementi diventerà, così, la figura di riferimento con la quale l’adulto in questione avrà voglia di rapportarsi nel tempo in maniera continuativa e verso la quale, con molta probabilità, compirà il passo successivo rappresentato dall’instaurazione di una relazione stabile. Va da sé che soprattutto nella fase iniziale della nascita di un legame sentimentale, si innestino nell’adulto in maniera del tutto inconscia determinati meccanismi di attaccamento non tanto dissimili da quelli che regolano i rapporti psicologici tra il bambino e la figura affettiva di riferimento con la quale ha interagito in prevalenza durante la sua infanzia.

Infine viene esaminata l’annosa questione per la quale la donna è notoriamente portata a preferire come compagni di vita uomini più grandi d’età, dotati di una solida posizione lavorativa e di una redditività medio-alta, mentre gli uomini amano relazionarsi con svariate donne più giovani di loro e oggettivamente molto attraenti. La professoressa Attili spiega con estrema chiarezza che è Madre Natura a fornire le risposte ai perché di tali comportamenti storicamente diffusi. Quindi diffidiamo dalle battute da osteria e dai più goliardici luoghi comuni tesi a sviscerare maccheronicamente le motivazioni sottese a tali scelte ed affidiamo alle teorie antropologiche ed evoluzionistiche la risoluzione di questo e di altri dilemmi che ci poniamo quotidianamente attorno ai misteri del cuore e della mente.

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