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Eroica Fenice

Avocado, il frutto proibito nel paniere Istat

Avocado, il frutto proibito nel paniere Istat

È diventato facile trovare l’avocado soprattutto tra le “grandiose” apericene. Il guacamole forse si sposa bene con il Negroni. Sicuramente gli avocado toast sono tra i più gustosi. Tra i menù si trovano senza poca difficoltà i “tipici” risotti al sentore di tropical fruit. Le verdure pastellate della nonna se trasformate in tempura, accolgono l’avocado a braccia aperte come il paniere dell’Istat. Durante le festività, quando ci concediamo vizi e sfizi, il consumo di avocado cresce a dismisura.

“Chiamatemi un avocado!”. Tutti si ricordano quando le battute sul frutto esotico si sprecavano

Grazie al brandSicilia Avocado” da qualche anno la produzione è un primato tutto italiano. È il risultato di un’intuizione di alcuni imprenditori agricoli, con coltivazioni a regime biologico certificato.

Le leggi del mercato sono sempre le stesse: ad una domanda corrisponde un’offerta. Se la domanda cresce l’offerta deve rispondere, in caso contrario il prezzo sale.

L’acquisto mondiale del frutto tropicale è divenuto qualcosa che va oltre il “newtrend”e la richiesta supera i 3,4 kg procapite annui, ben cinque volte superiore agli anni ’90. Tale richiesta ha fatto superare di ben 50$ il costo per cassetta rispetto allo scorso anno.

È chiaro che l’analisi del problema fa emergere ben altre complicazioni legate alla coltivazione dell’avocado.

L’avocado fa gola persino alla Cina. Purtroppo però, come sempre accade in casi analoghi, non mancano le speculazioni, stavolta il giro di affari è enorme e pochi vogliono starne fuori

Gli USA da qualche anno stanno facendo intuire che vorrebbero uscire dal trattato NAFTA (North American Free Trade Agreement, accordo nord americano per il libero scambio tra USA, Canada e Messico). La paura ha fatto tremare le borse soprattutto da quando Donald Trump ha dichiarato di voler ridefinire gli accordi commerciali con il resto dei paesi ripristinando i dazi.

Il 2017 inoltre si è dimostrato un anno particolarmente difficile per le coltivazioni di avocado

Le condizioni meteo non hanno garantito alle piantagioni del Cile e del Messico, maggiori produttori mondiali, l’acqua necessaria per evadere le richieste.

Alla forte siccità si aggiungono i fenomeni di desertificazione dovuti molto probabilmente all’uso intensivo e sconsiderato del terreno.

Bisogna considerare che per produrre 500g di frutta, due o tre frutti,  occorrono circa 272 litri d’acqua.

In Cile l’agronomo e attivista locale Rodriguez Mandaca ha fatto notare che per coltivare un ettaro di frutteto servono centomila litri d’acqua al giorno, il quantitativo per soddisfare il fabbisogno giornaliero di circa mille persone.

Anche per chi non possiede una cultura agricola, sembrerà facile capire come per ottimizzare le coltivazioni è necessario irrorare con concimazioni e pesticidi. Ingerire e respirare pesticidi e concimi porta gravi conseguenze alla salute delle persone.

L’avocado assume la definizione di “oro verde” perché ha un mercato redditizio che in molte circostanze supera quello della marjuana

Anche i Caballero Templarios hanno capito da tempo che il mercato della “pera del coccodrillo” è un’occasione da non farsi scappare. In un’inchiesta riportata dal Newsweek (Mexican cartels used government data to kidnap and extort avocado farmers) emerge inoltre come avvengono vere e proprie estorsioni contro gli agricoltori, soprattutto dalla famiglia de El Más Loco prima e, dei “Cavalieri” dopo.

Le autorità messicane stimano che il fatturato dei Caballero Templarios supera i 150 milioni di dollari annui. Tali somme sono il frutto di atti criminali verso i coltivatori che ovviamente non possono ribellarsi, pena sequestri e uccisioni.

L’esportazione così spinta del frutto tropicale sta portando anche ad uno strano fenomeno.

L’avocado è da sempre, ovviamente, l’ingrediente principale della cucina delle zone dove viene coltivato. Da qualche tempo però, è diventato difficile trovare la varietà locale. È stato necessario importare il frutto nelle regioni dove iniziava a scarseggiare. Per immedesimarci possiamo immaginare come se perdessimo il nostro caro pomodoro.

A discapito delle meravigliose foreste di pini presenti nel Michoacán, le coltivazioni di avocado stanno crescendo a ritmi insostenibili.

Il forte profitto che sta facendo arricchire chi sfrutta il lavoro umano, è legato ad un’incessante e sconsiderata espansione delle piantagioni. In dieci anni sono andati perduti 137000 ettari di foresta.

Tale deforestazione porta a conseguenti cambiamenti del bioclima, che chiaramente si ripercuotono su flora e fauna locale: l’esempio più visibile è rappresentato dal calo della presenza della farfalla monarca (Danaus plexippus), specie endemica della zona. Il danno che si sta perpetrando è contro il patrimonio dell’umanità: dal 2008 i “santuari” della farfalla monarca rientrano nei beni patrimonio dell’Unesco.

L’avocado sembra essere la chiave della vita eterna: è un frutto ricco di proprietà, ma è davvero necessario importarne così tanto? Il consumo critico è necessario. Grazie a noi, come sempre, il nostro pianeta è in emergenza costante.

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