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Eroica Fenice

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Il ballo delle comunali 2016

Le elezioni per rinnovare il consiglio comunale ed eleggere il nuovo sindaco sono vicine: mancano poco più di quattro mesi; la data probabile ma non ancora ufficiale è quella del 12 giugno.

Elezioni comunali: candidati e consensi

Il panorama politico napoletano appare frastagliato e quello che emerge con chiarezza è l’assenza di partiti forti in grado di calamitare consensi. Alla luce della candidatura di Bassolino, in netta opposizione al volere di Palazzo Chigi, nemmeno il Partito Democratico, lanciato (ma non troppo) a livello nazionale, può dirsi punto di riferimento in quella che si annuncia come una competizione incerta e ricca di incognite.

Bassolino (che dovrebbe vincere le ormai fantomatiche primarie del suo partito, salvo colpi di scena) può contare sul consenso e quasi su un antico amore di gran parte della sinistra napoletana, oltre che sul supporto di un gruppo di potere consolidato in vent’anni di governo delle amministrazioni comunali e regionali e mai del tutto disgregato, malgrado il “tradimento” di alcuni suoi delfini. È da vedere che tipo di apporto finirà con l’accordare il partito romano nel momento clou, visto che con De Luca da acerrimo nemico Renzi seppe diventare improvvisamente compagno fraterno nelle ultime battute della campagna elettorale.

Il sindaco uscente può tradizionalmente contare su una posizione di forza che favorirebbe la rielezione. Tradizionalmente. Perché questo è il primo sindaco da molti anni a questa parte a presentarsi senza l’appoggio di partiti (ci sarebbe Sel, reduce tuttavia da risultati agghiaccianti nelle ultime tornate elettorali). De Magistris ha già dimostrato di poter gestire al meglio una campagna elettorale “personalizzata”, e può avvalersi del sostegno di un variegato arcipelago politico di una sinistra movimentista il cui peso specifico a Napoli è in crescita. In ogni caso non è detto che l’exploit possa ripetersi, pur considerato il grande risultato ottenuto dal Movimento Cinque Stelle nella città di Napoli alle regionali scorse, dove è risultato primo partito sfiorando il venticinque per cento. La corsa alle comunali è fortemente influenzata dalla personalità dei candidati, e se i pentastellati dovessero candidare ancora una volta un signor Rossi (o meglio un signor Esposito) potrebbero perdere un’occasione che difficilmente si ripeterà.

A destra Lettieri lavora alacremente per la rivincita del 2011. La sua campagna elettorale è cominciata in anticipo ed ha ammaliato artisti napoletani di grande visibilità, quali Peppe Barra, Peppe Lanzetta e addirittura Enzo Avitabile (il suo beat rapsodico lo ha di recente sballottato incautamente dalla crociata arancione alla presentazione della biografia dell’imprenditore campano, che nel 2011 era candidato azzurro con liste sfumate al nero). Egli potrebbe scontare la crisi di unità generalizzata della destra berlusconiana e un sostegno tiepido dell’establishment di partito.

Il ballo delle comunali 2016 

Gli aspiranti al ballottaggio dovrebbero uscire da questo mazzo. È interessante notare che potenzialmente Bassolino, De Magistris e il Movimento Cinque Stelle attingeranno allo stesso bacino elettorale, e il risultato potrebbe anche rimettere in gioco Lettieri. Pure se De Magistris dovesse ripetere la campagna elettorale impetuosa della scorsa tornata non è detto che i cittadini siano ancora con lui. I più sicuri del ballottaggio sembrerebbero proprio i Cinque Stelle, con Bassolino terzo incomodo.

E proprio le varie combinazioni dell’ipotetico ballottaggio aprono scenari inediti e incerti. Gli umori provati dei cittadini napoletani spesso riservano sorprese elettorali, e nei prossimi mesi molti fattori orienteranno un esito che potrebbe anche risolversi in uno scarto di pochi decimali. La speranza è che la drammatizzazione nella corsa a Palazzo San Giacomo non conduca ad una eccessiva semplificazione al ribasso di un dibattito politico troppo complesso per poter essere affidato a timonieri solitari. In questo senso la sparizione dei partiti dal territorio è segnale pericoloso per una città che deve inspirare politica per non esalare disperazione.

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