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Eroica Fenice

bike sharing a napoli

Bike sharing a Napoli: è possibile?

Bike sharing a Napoli? Quello che sembrava solo un sogno di post-sessantottini ecologisti e illusi è diventata finalmente una realtà. Si devono ringraziare per questo i fondatori di Cleanap, un’associazione formata da una ventina di giovani napoletani -rigorosamente under 35- che in questi ultimi anni ha promosso ed organizzato una serie di eventi per sensibilizzare la cittadinanza ai temi della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente e della social innovation La scelta di portare il bike sharing a Napoli è frutto di un progetto di ricerca che ha vinto il bando ‘Smart Cities and Communities and Social Innovation’ del MIUR – PON ricerca e competitività 2007-2013.

Grazie a loro, fino al 30 maggio 2015, i napoletani (maggiorenni) potranno consultare i totem informativi -presenti in tutte le ciclostazioni- e utilizzare una delle biciclette messe a disposizione. Abbiamo incontrato i responsabili del progetto e abbiamo fatto loro alcune domande.

Come vi finanziate?

Prima del progetto del MIUR era tutto autofinanziato, ora solo il 20% lo è, mentre il resto viene dai fondi che ci hanno destinato.

Cosa succederà dopo il 30 maggio?

I bandi sono soggetti a una tempistica, questo era un progetto di ricerca di 35 mesi. Dopo il 30 maggio il Ministero e il Comune decideranno cosa fare. Insomma, se la pubblica amministrazione vuole accettare quello che il progetto ha fatto, allora lo prenderà a modello. La domanda di partenza era ‘un progetto di bike sharing a Napoli potrebbe funzionare’? Dopo la fine del progetto non dipenderà più da noi. Come stanno andando i primi giorni? Abbiamo aperto ufficialmente il 28 gennaio e abbiamo circa 1600 iscritti. Ci sono stati 7 giorni di pioggia, ma la media è circa 70-80 prelievi al giorni. Al momento ci sono 35 biciclette per strada. Il fatto che sia gratis potrebbe falsare un po’ i risultati, però molti sarebbero disposti a spendere, soprattutto tenendo presente che di solito in Europa si pagano circa 30€ all’anno.

Come far capire ai cittadini che la bicicletta deve essere usata solo per gli spostamenti e non per fare lunghe passeggiate?

È difficile spiegare il concetto della condivisione e soprattutto non è facile spiegare la differenza tra lo sharing e il noleggio, però la durata media del prelievo è 12-13 minuti, quindi la gente che usa la bici ha capito. Il problema è che a Napoli la bici è percepita come un mezzo di svago e il fatto che quasi nessuno vada a leggere il sito, dove sono presenti tutte le informazioni necessarie. Altrimenti capirebbero che si tratta di un progetto, non di un servizio. Comune e ANM ci hanno dato lo spazio in concessione. Inoltre parte della stampa non ci ha aiutato fornendo ai cittadini informazioni inesatte.

Avete avuto problemi nella gestione?

Si. L’Enel non ha allacciato alcune stazioni in tempo: quella di Donnaregina era pronta ad agosto, ma la corrente elettrica è arrivata da poco. Al momento aspettiamo che venga attivata quella di piazza Vittoria. 

Ringraziamo l’associazione Cleanap per la disponibilità e speriamo che il loro progetto raggiunga lo scopo di mostrare come, anche a Napoli, si possano portare avanti attività di questo genere. 

-Bike sharing a Napoli: è possibile?-

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