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Eroica Fenice

Boicottaggio della contraccezione: pillola non più mutuabile

Boicottaggio della contraccezione: pillola non più mutuabile

Che l’Italia fosse un paese, per molti versi, retrogrado e in ritardo di almeno 50 anni rispetto a molti altri paesi europei, era cosa nota ben prima dell’ultima, infelice trovata del Ministero della Salute, che ancora una volta sorprende e indigna con tagli sulla pubblica sanità e su servizi che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini, senza differenze.
Cosa ci si poteva mai aspettare dal paese del Fertility Day, se non un boicottaggio della contraccezione?

Da oggi la pillola anticoncezionale, il più efficace dei metodi contraccettivi, non rientra più tra i farmaci mutuabili. Gli ultimi anticoncezionali orali sono infatti stati riclassificati dalla fascia A, che comprendeva i farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale, alla fascia C, che comprende quelli a carico dell’acquirente. La proposta è apparsa a molti un vero e proprio boicottaggio della contraccezione, una decisione che rischia di danneggiare le fasce più deboli della popolazione, per le quali i soldi spesi in contraccettivi possono fare una differenza sostanziale nel bilancio economico.

Il boicottaggio della contraccezione: in Italia meno del 20% delle donne prende la pillola

A battersi per il diritto alla pillola concezionale mutuabile sono i medici dell’associazione No grazie, pago ioun’associazione che milita per l’indipendenza della professione medica dall’industria farmaceutica, medici che sottolineano la gravità di una simile ricollocazione e le conseguenze sociali che questa potrebbe avere, in quanto, a fare uso delle pillole mutuabili che adesso sono state riclassificate erano le ragazze più giovani, le donne straniere o chi si trovava in situazioni di precarietà economica.
“Stiamo parlando di persone per le quali 3€ sono un chilo di pane”, ricordano le ginecologhe dell’associazione. “Al momento in Italia l’unica pratica anticoncezionale” -a volerla erroneamente definire tale- “rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale è l’aborto.”
Lo stesso si dica infatti dei profilattici, il cui costo, totalmente a carico del cittadino, è decisamente troppo alto per potersi adattare alle tasche di ogni consumatore, sebbene si tratti di un tipo di precauzione che lo stato dovrebbe garantire come necessario, in quanto, oltre ad evitare gravidanze indesiderate, è fondamentale nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

In Italia il sesso è ancora un tabù, se ne parla troppo poco. Non ne parlano le famiglie ai loro figli, né i ginecologi, né sono incluse nei piani scolastici ore di educazione alla sessualità. Così l’ignoranza in materia di educazione sessuale e prevenzione dilaga, e ancora oggi possiamo contare la cifra altissima di ben 9.000 madri di età inferiore ai 19 anni, indice di un grave problema di comunicazione.
Complice la crisi o l’ignoranza: stando alle statistiche pare che in Italia soltanto meno del 20% delle donne faccia uso di contraccettivi ormonali, mentre sono ancora troppi coloro che si affidano a pratiche poco efficaci e rischiose come quella del coito interrotto, specialmente tra le coppie più giovani. Più diffuso della pillola sembra essere invece il profilattico.
Si potrebbe definire l’Italia un paese che nega i diritti più elementari in materia di salute sessuale e riproduttiva, in quanto non si occupa di formare adeguatamente i ragazzi, che scoprono sperimentando o crescono con convinzioni errate, non garantisce una contraccezione gratuita a tutti i cittadini che ne fanno richiesta e, ancora, rende quasi impossibile l’aborto, per il numero elevatissimo di ginecologi obiettori.

Boicottaggio della contraccezione e Fertility Day

Si tratta forse di una coincidenza casuale, ma molti hanno letto questo boicottaggio della contraccezione come qualcosa di correlabile al Fertility Day, la giornata dedicata alla fertilità e alla natalità istituita di recente dal Ministro della Salute Lorenzin. Giornata che si premura di combattere la denatalità del nostro paese non intervenendo sulle motivazioni che impediscono agli italiani di aver figli in giovane età, bensì con slogan che incitano chiaramente all’abbandonarsi al figliare senza curarsi delle conseguenze: l’ unica legge è rispettare l’orologio biologico, che incalza sempre di più.

L’Italia è il paese dei paradossi. Ci chiedono di far figli, e di farli sempre prima, ma senza garantire le condizioni necessarie affinché si possa pensare serenamente al costruire una famiglia, prima fra tutte un lavoro stabile.
Si noterà dunque quanto questo boicottaggio della contraccezione possa risultar comodo ai sostenitori del Fertility Day.