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Eroica Fenice

Cannabis terapeutica: anche in Italia?

Nel novembre 2013 andò in onda, durante il programma televisivo Le Iene, un servizio di Matteo Viviani sulle proprietà terapeutiche della Cannabis. Lucia Spiri ha poco più di 30 anni. A 20 le hanno diagnosticato la sclerosi multipla. Dopo aver provato un farmaco chemioterapico che l’ha costretta a muoversi su una sedia a rotelle, da qualche anno ha scoperto i benefici della cannabis. Per combattere i sintomi della sua malattia, dai dolori ai tremori, assume sette grammi di marijuana al giorno. In parte la fuma, in parte la vaporizza, in parte la mangia nelle torte al cioccolato e nei biscotti che suo marito William le prepara a colazione. Sono loro due, Lucia e William, le teste dietro a LapianTiamo, associazione no profit e primo “cannabis club” italiano nato in provincia di Lecce (Racale) nel 2013, da un’idea di Lucia e Andrea Trisciuoglio, anche lui malato di sclerosi multipla, diventato ormai il punto di riferimento dei pazienti che in Italia faticano a curarsi con la marijuana.

In Italia il ricorso ai medicinali cannabinoidi è legittimo ormai dal 2007, quando l’allora ministro della Salute Livia Turco ha riconosciuto l’uso terapeutico del Thc, principale principio attivo della cannabis. Ma, a distanza di sette anni, arrivare ad assumere i farmaci che contengano Thc nel nostro Paese è ancora «un vero e proprio calvario, una meta irraggiungibile per molti», dicono. Tra la resistenza dei medici a prescriverli e delle farmacie a venderli, tra le procedure burocratiche da seguire e i costi altissimi dovuti all’importazione del prodotto, i malati spesso si vedono costretti a rivolgersi agli spacciatori di strada, o a coltivarla per conto proprio.

Coltivare la marijuana in Italia è illegale. Tutta la marijuana utilizzata a uso terapeutico viene importata dall’Olanda dal Ministero della Salute ad un prezzo che varia dagli 11 ai 15 euro al grammo. La coltivazione non è ancora possibile. Al momento, in Italia, l’unico medicinale approvato è un farmaco per la sclerosi multipla, il Sativex, e l’unico centro autorizzato a coltivare marijuana per uso terapeutico è il Cra-Cin (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura) di Rovigo, che fa capo al ministero dell’Agricoltura, e svolge ricerche genetiche sui cannabinoidi. Ma anche qui, una volta seccate, le piante vengono sequestrate e bruciate dalla Guardia di Finanza.

Cannabis terapeutica, una piccola svolta nel 2014

A settembre 2014, però, qualcosa si è mosso. Il ministero della Difesa e quello della Salute hanno dato il via libera alla produzione della marijuana di Stato a uso terapeutico. A produrla sarà l’esercito italiano nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, con cui collaborerà il Cra-Cin di Rovigo. Tale sperimentazione nasce per rendere disponibili farmaci a prezzi più accessibili, ma anche per arginare la diffusione e il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti o illegali che è in rapida espansione. «La coltivazione di cannabis può generare da subito un business da 1,4 miliardi e garantire diecimila posti di lavoro dai campi ai flaconi», racconta Stefano Masini di Coldiretti.

Pianta originaria dell’Asia centrale, la Cannabis è stata utilizzata fin dai tempi del Neolitico. Nella medicina umana e veterinaria le foglie e soprattutto i fiori erano molto utilizzati per vari scopi fra i quali, ad esempio, l’uso antinfiammatorio, e sostituivano in quel periodo molti dei farmaci presenti oggi sul mercato. Anche Plino il Vecchio, nella Naturalis Historia, menziona le proprietà terapeutiche dell’erba.

La rivista «Lancet» nel 2007 ordinò i vari tipi di droga per pericolosità. Cocaina ed eroina al primo posto. Alcol, barbiturici, ketamina e tabacco a seguire. La marijuana è agli ultimi posti (sì, a lungo andare dà dipendenza, ma sotto quest’aspetto prima vengono l’alcol e il tabacco). Inoltre, è del 2006 un importante lavoro (Cannabinoids in Medicine: a Review of their Therapeutic Potential) che analizza 15 anni di studi sulla salute: ebbene, i benefici medici della marijuana sono ormai conclamati. Risulta efficace per il trattamento di nausea, vomito e sindrome premestruale, contro le perdite di appetito, l’asma e il glaucoma. La marijuana aiuterebbe ad alleviare i sintomi della sclerosi multipla e delle lesioni al midollo spinale. Naturalmente non dovrebbero essere sottovalutati gli effetti della cannabis sulla salute (deficit d’attenzione e deficit motori), ma nemmeno esagerati.

Ancora una volta si rendono necessari informazione e spirito critico. Per l’italiano media cannabis equivale a droga.

Nessuna liberalizzazione (almeno per ora), dato che il periodo delle risposte univoche non è ancora giunto, piuttosto una lotta al pregiudizio e una legalizzazione della cannabis che si basi su controlli scientifici e rigorosi.

Nunzia Serino

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