Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Chiusura della libreria Guida: la cultura in svendita

La chiusura della libreria Guida a Port’Alba ha condotto inevitabilmente a una vendita fallimentare; quella del 24 e 25 settembre si è trasformata in un vero e proprio saccheggio. Ma questo non sarà un articolo di denuncia verso gli episodi di inciviltà che si sono verificati in quei due giorni per accaparrarsi il maggior numero possibile di libri scontati, né sarà un articolo di aspra critica verso l’inerzia della istituzioni di fronte al buon proposito di Mario e Giuseppe Guida e dei cittadini affezionati di salvare un altro simbolo della cultura partenopea dall’ennesimo sfacelo, perché si sa che il bene non vince mai tanto facilmente.

Questo è piuttosto un articolo che vuole smascherare il falso perbenismo di chi ha criticato quello che è accaduto a Guida e che vuole celebrare sarcasticamente quel meraviglioso 70% di sconto che in quei due giorni ha reso felice centinaia di persone e decine di trolley. Perché in fondo, meglio di una libreria aperta che offre sconti stagionali c’è’ una libreria chiusa che offre la liquidazione di tutta la merce, svenduta al di sotto del loro valore, con quel 70% di sconto che improvvisamente trasforma tutti in accaniti lettori e cultori del libro. Vuoi paragonare la soddisfazione di uscire da quella bolgia con un trolley ricolmo di libri con quei momenti interminabili trascorsi in libreria a scegliere con la massima cura il prossimo libro da leggere che ti terrà compagnia per il mese successivo?

Quel 70% tanto bramato è sintomo di malattia. Se un libro ha impresso su di sé tale svalutazione declassa a generica categoria di oggetto-merce, acquistato non per il suo valore intrinseco, ma per il suo valore economico. È una sconfitta per il libraio, di chi dà tutto il proprio impegno ma poi non riesce proprio ad essere presente fisicamente in quei giorni di saccheggio per non conservare nella propria mente un ricordo visivo di quel fallimento che non è riuscito ad evitare. Perciò si cerca un capro espiatorio su sui riversare le colpe. La colpa sembra essere imputabile ora ai lettori infedeli, ora ai librai che forse non sono stati al passo con le innovazioni. 

Sono abbastanza sicura di poter dire che non è vero che il mercato librario è in crisi perché non ci sono abbastanza lettori, è la crisi che fa sì che non ci siano abbastanza lettori. E questo 70% ne è la prova, l’amarissima prova che spiega perché ormai acquistiamo e-book, compriamo online o in bancarella, prestiamo e ci facciamo prestare libri di ogni tipo. Quel 70% è un’umiliazione, un fallimento, il segno che qualcosa è andato storto. Ed è una realtà che riguarda non solo i librai e i libri, ma in un certo senso anche i lettori.

Qualcuno tra le persone che si accalcavano all’ingresso di Guida ha detto: “Se avesse avuto tutti i giorni questa folla…“. Ed ora? Riuscirete a guardare quei libri con la stessa contentezza di prima? Guardo lo scontrino del mio ultimo acquisto alla libreria Guida: “Fallimento 77/2013, Lettura srl“, e poi rispondo: io no, anche se è un’umiliazione a cui ci siamo sottoposti ben volentieri.

-Chiusura della libreria Guida: la cultura in svendita-