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Eroica Fenice

Come smettere di fare la vittima e non diventare carnefice

 Come smettere di fare la vittima e non diventare carnefice. Ecco un libro volto ad alleviare i patimenti esistenziali delle cosiddette vittime” dell’umanità che, nella stragrande maggioranza dei casi clinici analizzati dal Dottor Giulio Cesare Giacobbe, sono le donne. Queste ultime, vuoi per indole, vuoi per innato spirito da crocerossina misto al sadico gusto di rivestire questo ruolo, si ritrovano inconsciamente prigioniere di questa gabbia psicologica di autocommiserazione, ignare, però, sul come fare a liberarsene una volta raggiunta la soglia massima di intolleranza verso la propria sofferenza.

Il dott. Giacobbe, con uno stile letterario fatto di periodi brevi conditi da divertenti note, parolacce e crude verità sbattute in faccia al lettore, tratteggia con ironia sia la psicologia della vittima che quella del carnefice, descrivendo come l’essenza patologica di questi due ruoli possa generare pesanti ripercussioni nella vita di relazione degli individui che li ricoprono.

in realtà, ciò che ci fa riflettere seriamente è la seconda parte del titolo del saggio, ossia “e non diventare carnefice”. Ci si aspetterebbe dall’autore un sacrosanto e vendicativo “E diventare finalmente carnefice”, invece è proprio nella comprensione e nell’attuazione concreta di quel “divieto” la chiave di volta per la vittima che decide di cambiare: la sua salvezza consisterà nel non emulare per puro spirito di vendetta quel maledetto carnefice che le ha causato sofferenza e frustrazione.

Alla martire di turno che non sa come liberarsi del proprio oppressore, Giacobbe consiglia vivamente di fuggire da lui a gambe levate e di intraprendere un percorso introspettivo di crescita, per superare così il tanto amato e comodo stereotipo della bambina  frignona che delega la causa dei propri mali sempre agli altri e mai a se stessa.

Ma, in tutta questa baraonda densa di vittimismo, il carnefice chi è? È anch’egli un bambino tremendamente solo, un finto adulto, un nevrotico abituato ad averla vinta su tutto e che, quando non ci riesce, cerca di ottenere quel che vuole utilizzando sui malcapitati di turno la politica dell’induzione dei sensi di colpa. L’unico modo che ha per riscattare la sua vita da questa spirale di prepotenza da lui ingenerata, è quello di diventare anch’egli un adulto. Sì, un individuo risolto e non nevrotico, deciso ma non prepotente, sicuro ma non prevaricatore e, soprattutto, un uomo capace di crescere fino al punto di amare se stesso e gli altri in maniera sana e non più distorta.

-Come smettere di fare la vittima e non diventare carnefice-