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Eroica Fenice

Congedo mestruale, un’iniziativa per le donne

In Inghilterra la Coexist, un’azienda di Bristol, ha deciso di introdurre un particolare permesso dedicato esclusivamente alle sue dipendenti: il congedo mestruale.

Secondo Bex Baxter, la direttrice dell’impresa, le impiegate preferiscono evitare di prendere un giorno di ferie per un qualcosa che accade all’incirca ogni mese, preferendo piegarsi sulle proprie scrivanie per il dolore.

«Non vogliono mettersi in malattia per un evento che accade una volta al mese e per questo tendono a nascondere questo malessere. Non ci deve più essere una sensazione di ‘vergogna’ in quei giorni», ha spiegato al periodico britannico The Sun. La sua intenzione è creare un ambiente piacevole e sano, che possa dimostrarsi a lungo termine anche molto più produttivo, con dipendenti decisamente più motivate.

Parlare di congedo mestruale sdogana un tabù

Non è la prima volta che si parla di un permesso del genere, dato che nel 1947 lo introdusse il Giappone, seguito da Corea, Filippine, Taiwan, Hong Kong e Cina. Dal 2007 una delle aziende produttrici di materiale sportivo più famose, la Nike, lo ha inserito nello statuto di ogni paese in cui ha sede. La Coexist, però, raggiunge il primato per il proprio paese. La scelta ha basi scientifiche e poggia sugli studi della psicoterapeuta e scrittrice australiana Alexandra Pope, fondatrice di gruppi di sostegno per sole donne e grande sostenitrice dello sviluppo femminile: oltre a tenere periodicamente conferenze, ha pubblicato il libro “Mestruazioni” (acquistabile su amazon) perché i giorni del menarca non siano più vissuti né come un grande fastidio né come una vergogna. Aiuta, quindi, a celebrare l’identità femminile in ogni sua forma. La Baxter, ispirata dalla studiosa, ha organizzato anche un seminario a Bristol sulla dismenorrea e sulle difficoltà che le donne incontrano in quegli specifici giorni del mese. Un’iniziativa così apparentemente semplice si prefissa l’obiettivo si spingere le donne a riconoscere il proprio malessere e, nell’eventualità fosse necessario, a prepararsi anche ad accettarlo come un impedimento.

Una donna estremamente coraggiosa, che ha diffuso il motto «esistono, e le donne devono affrontarle ogni mese», è la giovane studentessa Kiran Gandhi, che dopo una maratona corsa senza assorbente si è ritrovata a fine gara con quello che comunemente potrebbe essere definito un “inconveniente imbarazzante”. Il ciclo mestruale accomuna la quasi totalità delle donne in età fertile e già solo per questo dovrebbe essere valutato come un evento naturale che faccia parte della coscienza di ogni individuo, con tutti i suoi pro e i suoi contro, lontano dai moralismi, ma soprattutto dall’idea che debba costituire una qualche tipo di vergogna.