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Eroica Fenice

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Crollo della Facoltà di Veterinaria e del diritto allo studio

Quando l’irreversibilità raggiunge il proprio apice e al benessere umano, soprattutto dei giovani, si vede violato il diritto di poter svolgere un ruolo sociale legittimo come quello di studente, ad esempio, è difficile poter credere di tornare ad una normalità.
In questo paese è difficile auspicare per se stessi e per gli altri il diritto di essere considerati civilmente “normali”, è difficile tutelare le proprie possibilità di vita, come l’istruzione, o le scelte concesse da una società molto probabilmente troppo “indietro” per essere definita civile.
Civiltà, essere civili, condizione che è stata messa in discussione a Napoli la mattina del 9 dicembre dell’anno appena trascorso quando in via Santa Maria degli Angeli alle Croci, alle spalle dell’Orto Botanico, i cittadini vedono crollare di fronte ai propri occhi gran parte di una palazzina della Facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II, laboratorio e aule dove studenti e professori svolgevano lezioni ed esami. Il motivo non è ancora chiaro, forse un vuoto nelle fondamenta, dovuto all’antica conformazione territoriale della città, una voragine nel sottosuolo, colmata nel corso degli anni da inadeguati materiali, e possibili infiltrazioni che hanno portato la struttura a cedere velocemente, nonostante quel palazzo fosse di recente costruzione, come affermato dal sindaco. Per questo, oltretutto, si sarebbe già dovuto sospettare della pericolosità dello stabile edificato.

Il crollo della Facoltà di Veterinaria è il crollo dei diritti civili

Così è accaduta la violazione della civiltà, del diritto allo studio, un incidente dannoso che ha interrotto lo svolgimento delle attività universitarie, agli sgoccioli della conclusione del primo semestre. Dopo più di due mesi dal crollo e con l’imminente inizio delle lezioni e la paura degli studenti che la conclusione dei loro studi possa essere impedita o rimandata, la facoltà di Veterinaria è ancora inagibile. Agli studenti non è stata ancora concessa una struttura secondaria, temporanea, nonostante promesse, anche finanziarie, e insistenze da parte delle associazioni e organizzazioni studentesche. Tra queste, la comunità virtuale “Il dipartimento siamo noi – MVPA UNINA“, una pagina Facebook che si sta mobilitando, con assemblee e riunioni, per fare il punto della situazione e rendere concreto ciò che in realtà viene meno dalla città e dalle istituzioni, in un Paese in cui l’assenza e l’omissione viene preferita alla presenza attiva.
A riprendersi i propri diritti sono infatti proprio gli studenti, che tentano attraverso manifestazioni ed attività di smuovere l’opinione pubblica. Proprio ieri 17 febbraio alcuni ragazzi scelgono d’accordo con i docenti, come forma di protesta, di svolgere gli esami di Etologia, semeiotica, chirurgica e farmacologia all’aperto, a Piazza Municipio di fronte a Palazzo San Giacomo, di fronte ad una politica, comunale e nazionale, che silenzia.

Burocrazia, aleatori impedimenti, non hanno fino ad ora concesso una sede temporanea che è stata vista nel possibile usufrutto da parte degli studenti di Veterinaria dell’ex Real Albergo dei poveri in Piazza Carlo III, il Palazzo Fuga che tuttora a causa di ostruzioni giuridiche non ha destinazione.