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Eroica Fenice

Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani e il salame della discordia

Da un po’ di tempo sta facendo parlare di sé il giornalista Giuseppe Cruciani, conduttore della trasmissione radiofonica La zanzara, in onda su Radio 24.

Il 25 marzo scorso, durante la messa in onda della suddetta trasmissione, il signor Cruciani ha ospitato un allevatore di agnelli con un esemplare in studio. Il giornalista ha approfittato dell’occasione per alimentare la sua invettiva contro i vegani e gli animalisti, arrivando persino a denigrare la tradizionale campagna contro la macellazione degli agnelli durante il periodo pasquale.

La cosa non è passata inosservata all’associazione Fronte Animalista i cui membri, nella stessa giornata, si sono riuniti sotto gli studi di Radio 24 a Milano e hanno incitato il conduttore a scendere e a sostenere le proprie affermazioni davanti a loro. Cruciani non se l’è fatto ripetere due volte e si è presentato davanti agli animalisti con un salame in mano, scatenando l’ira di questi ultimi che hanno fatto irruzione negli studi e hanno iniziato ad inseguire Cruciani per aggredirlo.

Giuseppe Cruciani vs animalisti. Chi ha ragione?

A due settimane da questo evento, Cruciani e gli animalisti sono ormai gli ospiti del momento di vari talk show in cui si assiste ad una vera e propria fiera dell’insulto reciproco. Da un lato il giornalista afferma che chi paragona la vita di un piccione a quella di un essere umano merita di essere curato psicologicamente. Dal fronte opposto gli animalisti augurano a Cruciani e ai suoi sostenitori le peggiori sofferenze del mondo, magari reincarnandosi in un animale destinato al macello (in barba alla filosofia d’amore verso ogni forma di vita che l’ideologia animalista dovrebbe proporre). Anche il popolo si mostra intenzionato a prendere parte a questa “guerra civile”, la quale vede contrapposti chi vorrebbe svuotare ogni allevamento di animali e chi non vuole saperne di rinunciare alla bistecca alla fiorentina e al ragù di cinghiale.

Alla luce di tutto questo, è difficile stabilire quale tra le due fazioni abbia “il coltello dalla parte del manico”. Il comportamento di certe associazioni animaliste potrebbe sembrare degno del peggior squadrismo e l’uso di metodi alquanto discutibili da parte di alcuni membri nei confronti di chi non segue la loro linea di pensiero (che siano o meno personaggi famosi) andrebbe condannato dagli alti rappresentanti di quelle stesse associazioni.

Però non si può neanche negare che Giuseppe Cruciani se la sia cercata. La frecciatina ironica verso alcune categorie può anche starci, ma se poi la si mette al centro del proprio stile di conduzione allora stanca. Spesso chi adotta questo atteggiamento si spaccia per provocatore e anticonformista, senza rendersi conto che in realtà si mette soltanto in ridicolo. Tale atteggiamento andrebbe evitato a priori da chi si professa “giornalista”.

Ciro Gianluigi Barbato

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