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Eroica Fenice

De Giovanni racconta la sua Napoli a Moviarte

“Napoli è il Napoli, c’è un’identificazione strana, quasi surreale tra la città e la squadra.
Entrambe sono azzurre, perchè Napoli è investita di una luce propria che riempie tutto il resto. Entrambe sono capaci di grandi momenti di esaltazione e di grandi afasie. Non posso raccontare della squadra, senza parlare della mia città.”

Il 19 Maggio Maurizio De Giovanni ha presentato il suo nuovo libro “Il resto della settimana” presso l’Associazione Culturale Moviarte di Mugnano di Napoli.
Moviarte è un microcosmo generato dalle menti e dall’impegno di due ragazzi, Viviana e Francesco, che amano la cultura e amano la loro terra e hanno deciso di mettere a disposizione del loro paese uno spazio culturale che potesse essere un’opportunità di arricchimento.

“Il resto della settimana” è la storia di un un amore immenso, quello che da sempre lega Maurizio De Giovanni, che ad oggi può essere definito lo scrittore napoletano per eccellenza (o comunque uno dei massimi esponenti della categoria) alla sua squadra e alla sua città, Napoli e il Napoli.

Maurizio De Giovanni nasce come scrittore di gialli ma in realtà si accosta al mondo della scrittura per fatalità.
Il primo racconto di Ricciardi dal titolo “I vivi e i morti” fu scritto nel 2005,  per un “Concorso letterario” indetto da Porsche Italia riservato a giallisti emergenti che fu presentato al Gran Caffè Gambrinus. Il racconto ricevette un’approvazione così calorosa da parte della critica, che venne immediatamente proposto a De Giovanni un contratto con Fandango.
Decide poi di dedicarsi anche ad altro e firma un contratto con la Rizzoli con cui si impegna a scrivere una catena di quattro romanzi che possa avere argomenti diversi, così De Giovanni pensa alla tematica passionale, e, in particolare, alla sua passione: l’amore per il calcio e l’Amore per il Napoli.

A Napoli non c’è un Bar Sport, un bar dove si parla di calcio.
Questo perchè a Napoli non ce n’è bisogno. Napoli è l’unica grande città d’Italia che ha solo una squadra.
Così a Milano, prima di parlare della partita dovrai scegliere  tra il bar milanista e il bar interista.
A Napoli invece, in tutti i bar, o meglio in tutti gli angoli della città si parla di calcio. Così ogni Lunedì mattina,  in ogni angolo di strada sentirai persone intrecciare conversazioni sulla partita appena giocata e altre persone infilarsi in questa conversazione e dire la propria.”

L’amore per il calcio è intrinseco alla città e attraverso esso si può conoscere la città stessa, quasi come se il calcio potesse offrire un itinerario da seguire quando ci si imbatte nei vicoletti carichi di storia della nostra Napoli. Di fatti, nel calcio il popolo Napoletano riversa la sua passione con una naturalezza tale da renderla integrante del suo background culturale.
“Il Napoletano nel calcio riflette l’Epos,” quello dei grandi eroi greci o romani del passato, quello delle sfide dei gladiatori e delle grandi imprese. I gladiatori di oggi sono quei calciatori per i quali si fa il tifo. E l’Epos è un elemento caratterizzante del tifo Napoletano: gli altri tifosi sentono come sentiamo noi? Noi siamo un popolo abituato a perdere e abituato a rialzarsi più forte che mai, e l’Epos può trasferirlo nel calcio solo chi non è abituato a vincere.

Così De Giovanni ha deciso di raccontare questo tifo sconfinato riunendo nel suo libro “Il resto della settimana” i modi in cui i tifosi vivono la partita, i riti scaramantici che li caratterizzano (c’è chi ad ogni intervallo chiama il padre, chi chiude la mamma fuori al balcone perché una volta, mentre stendeva i panni, Cavani segnò un goal decisivo) intrecciandoli alla storia di un professore che, vicino alla pensione, va alla ricerca di una passione per la vita.

Maurizio De Giovanni è stato magistrale nel raccontare la città nei  suoi riti quotidiani, le sue abitudini, le usanze di tutti i giorni, che sono uniche, che non si trovano al di fuori e che riflettono la spontaneità e il calore di questo popolo meraviglioso.

Napoli è una città poliedrica, per questo quando ci si mette in ascolto della sua voce, non si puà che coglierne una sfumatura.
L’amore per il calcio è una di queste sfumature. Eppure esso cela dentro sé un amore viscerale e totalizzanrte per tutto ciò che questa città è.
Nell’amore del calcio viene riflesso il carattere di Napoli: colorato, luminoso, irriverente, colto, gioioso. Pieno di vita.

“Amare qualcuno non significa non riconoscerne i difetti.
Quando tu ami qualcuno conosci i suoi difetti. Eppure lo ami, e per questo motivo te li tieni.
Così, io amo Napoli. Con le sue esaltazioni e le sue afasie.
Non potrei essere me stesso in nessun altro posto.”

Questo è Maurizio De Giovanni e questa è la sua Napoli.

 

Maurizio De Giovanni si racconta la sua Napoli

Maurizio De Giovanni si racconta la sua Napolie