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Eroica Fenice

Post-partum e depressione: luci e ombre della maternità

Intervista alla dott.ssa Marica de Dominicis, Psicologa Clinica, Specialista nel benessere della donna in gravidanza e nel post-partum, Insegnante di Massaggio Infantile in formazione.

Dott.ssa, come crede sia vista la figura dello psicologo oggi? Purtroppo, ancora oggi, anche se meno rispetto ai tempi passati, la figura dello psicologo è, ahimè ,sottovalutata e sicuramente fa più fatica ad affermarsi nella nostra realtà meridionale.

Secondo lei, qual è il motivo di questa disistima nei confronti della sua professione?

Beh, i tanti miti e i luoghi comuni che circolano intorno alla figura dello psicologo hanno influenzato e continuano ad influenzare negativamente la nostra professione. Infatti, ancora oggi si sente dire: “lo psicologo è solo un venditore di fumo” “Cosa vado a fare dallo psicologo? Mica sono pazzo?” ecc…. Non nascondo che alcuni nostri colleghi medici sono ancora un’ pò scettici sull’importanza della nostra figura quando ormai è evidente come sia fondamentale il lavoro d’equipe. Ma credo che tutta questa confusione sia dovuta in buona parte semplicemente al non aver chiaro cosa faccia realmente lo psicologo.

Dott.ssa, lei è specializzata nel benessere della donna in gravidanza e nel post-partum. Come mai la sua attenzione si è rivolta a questo particolare periodo della vita della donna?

Perché la gravidanza è una delle “crisi trasformative” più importanti che hanno luogo durante il corso dell’esistenza della donna. Infatti, durante la gravidanza la donna deve affrontare continui aggiustamenti che coinvolgono interamente la propria personalità. Gravidanza e maternità però non sempre vanno insieme, nel senso che l’una non esità inevitabilmente nell’altra, perchè la gravidanza di per sé non è garanzia della nascita del sentimento materno. “Madri non si nasce” ma bisogna anche tener ben presente che non lo si diventa solo perché si è concepito un figlio! Esiste una profonda differenza tra l’atto della filiazione ed il sentirsi madre. Il percorso da fare prima di essere ma soprattutto di sentirsi madri non è immediato ma piuttosto laborioso: diventare madri comporta un profondo lavoro psicologico.

Ma allora parlare di istinto materno è sbagliato?

Le rispondo dicendo che l’idea che una donna si senta madre improvvisamente per natura, perché aspetta un bambino, appartiene al mito e non alla realtà. L’istinto materno non è un seme che si schiude con l’arrivo di un figlio. L’istinto materno, così chiamato perché considerato una caratteristica innata dell’essere femminile, in realtà, non è un dono di natura ma un’acquisizione progressiva che si sviluppa nella relazione tra madre e bambino.

Nella nostra società sembra che la donna debba dimostrare “fin dal concepimento” di essere una buona madre e da subito deve dimostrare segni di felicità. Dottoressa, lei in base alla sua esperienza, può dirci realmente se tutte le donne vivono l’esperienza della maternità positivamente?

La maternità racchiude in sé i più grandi paradossi: è teatro di luci e di ombre e tra queste ombre c’è la problematica della depressione post-partum di cui molte donne purtroppo ne soffrono. Quindi non tutte le donne vivono positivamente questo periodo.

Cos’è la depressione post-partum?

È un problema complesso dalla diffusione crescente. Infatti, riguarda un discreto numero di donne (15%)  in un delicato momento cioè intorno al secondo, terzo mese di vita del bambino. Tale disturbo può colpire ogni donna indipendentemente dall’età, dal numero di gravidanze precedenti, dal gruppo etnico di appartenenza, dalla situazione sociale ed economica. Una depressione post-partum non curata tende a cronicizzare avendo esiti molto gravi per la salute della madre e conseguentemente per l’inizio della relazione madre bambino. Più a rischio sembrerebbero i soggetti con familiarità per la depressione o con episodi depressivi precedenti.

Quali sono i possibili sintomi della depressione post-partum?

Generalmente le donne affette da DPP provano un’ eccessiva preoccupazione o ansia, sono estremamente irritabili e si sentono sovraccariche e sotto pressione.L’irritabilità è una delle prime manifestazioni della patologia. L’umore è depresso e sono frequenti sentimenti di colpa e di vergogna.Il sentimento d’incapacità ad alimentare, a cambiare e a prendersi cura del bambino. Questo senso d’inadeguatezza e d’incapacità si alterna con il senso di colpa per non essere la mamma modello. La tristezza è spesso accompagnata da un pianto incontrollato, tensione continua ma anche sintomi fisici come palpitazioni, vertigini ecc…

Ma in passato non si soffriva di DPP?

SI, se ne soffriva! Ma 50, 60 anni fa, le neomamme partorivano in una “struttura matriarcale” e quindi nel caso di problemi durante il puerperio c’era chi poteva pensare al suo bambino: la nonna, le zie, le sorelle ecc…

Come si può aiutare la donna durante il post-partum?

La donna innanzitutto ha bisogno di non sentirsi sola, abbandonata e necessita di un supporto adeguato che le faccia ritrovare la fiducia nelle proprie capacità di madre. Quindi la famiglia deve essere attenta a cogliere la richiesta d’aiuto lanciata dalla donna che il più delle volte è una richiesta silenziosa a causa di problemi di disistima legati ai tanti miti che circolano sulla maternità.

C’è qualche strumento che lei consiglia per ridurre la DPP?

Sicuramente consiglierei il Massaggio Infantile proposto dall’IAIM (Associazione Internazionale Massaggio Infantile) fondata da Vimala McClure. L’obiettivo dell’IAIM e di favorire il contatto e la comunicazione attraverso corsi, formazione e ricerche in modo che genitori, i bambini e chi si prende cura di loro siano amati, valorizzati e rispettati dall’intera comunità mondiale.

Cos’è il massaggio Infantile?

Non è una tecnica, è un modo di stare con il proprio bambino. Vimala lo definisce un “messaggio d’amore”! Con il massaggio si può accompagnare, proteggere e stimolare la crescita e la salute del proprio bambino. Il massaggio è un mezzo privilegiato per comunicare ed essere in contatto con il proprio piccolo. Favorisce il legame di attaccamento, rafforza la relazione genitore-bambino e sostiene il genitore nelle sue capacità. Ma non solo infatti, stimola e fortifica e regolarizza il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare immunitario e gastro-intestinale (previene e da sollievo al disagio delle coliche gassose); può essere utile nei disturbi del ritmo sonno-sveglia e aiuta il bambino a scaricare le tensioni .

Come possono imparare il Massaggio Infantile i genitori?

L ‘insegnamento avviene in piccoli gruppi di genitori e bambini il corso è condotto da un’ Insegnante AIMI e consiste i 5 incontri di un’ ora circa.

Dott.ssa la ringrazio per la disponibilità e per tutte le informazioni e i preziosi consigli dati.

Per qualsiasi informazione la dottoressa è a disposizione al numero: 3201175071.

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