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Depuratore di Cuma: ancora ecomostro?

Depuratore di Cuma: ancora ecomostro?

L’impianto di depurazione di Cuma, gestito da SMA Campania e dall’amministratore unico dott. Raffaele Scognamiglio, ha aperto sotto la supervisione del direttore Maurizio Marchetti le porte al pubblico, organizzando visite per comprenderne l’efficacia e il funzionamento del depuratore di Cuma. Il progetto attualmente è rivolto soprattutto ai ragazzi di scuola media, ma già si stanno organizzando incontri anche con studenti degli istituti superiori e con chiunque ne sia effettivamente incuriosito. Dopo anni in cui gli articoli di cronaca sull’inefficienza degli impianti non sono mancati, si è effettivamente sentita l’esigenza non solo di rinnovare, ma di creare con l’utenza un rapporto più “trasparente”.

Gli obiettivi della direzione per il depuratore di Cuma

Fino a qualche anno fa, il depuratore di Cuma veniva etichettato come un vero e proprio “ecomostro” responsabile dell’inquinamento dell’intera fascia costiera. I fanghi e i liquami, effettivamente, erano lasciati esposti, rendendo, con le proprie esalazioni, l’aria della zona irrespirabile per gli addetti ai lavori e l’area attorno, comunque piena di abitazioni, invivibile: la loro quantità era sicuramente notevole, dipendendo dallo scarico di ben otto comuni. Dopo l’intervento delle autorità competenti, della Regione e anche dei Sindaci dei comuni limitrofi, l’impianto ora ha voluto aprire i propri cancelli con il chiaro intento di porre fine agli strascichi della nomea che si è dovuto portare nel tempo. Alcune cose ancora risultano non rispecchianti le normative vigenti, ma nell’immediata progettualità del direttore dell’impianto e del suo staff il desiderio è quello di mutare la situazione: dopo che il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), che si occupa delle spese pubbliche, aveva ritenuto non necessario collocare lo sversamento dei rifiuti a 5 km dalla costa, Marchetti ne fa un vero e proprio obiettivo da portare a termine.

In più, buona parte del materiale inquinante che spesso viene ritrovato nella zona di Pozzuoli e nel resto della costiera  – in maniera assolutamente illegale e non autorizzata – è il prodotto di privati che si sentono effettivamente incaricati di operare senza alcun permesso. Per questi casi, tutt’altro che infrequenti, SMA Campania ha appositamente progettato e lanciato un’app che consenta, in tempo reale, di fotografare la situazione da denunciare e spedirne la prova immediatamente all’ufficio di competenza perché si possa indagare. Le cose devono continuare a cambiare e puntare al meglio e quale modo migliore di farlo se non attraverso il nostro diretto contributo?