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Eroica Fenice

Diario di un disoccupato: il libro di Mario Migliara

Diario di un disoccupato: il libro di Mario Migliara

Il mondo del lavoro è un mondo complesso, diviso tra sacrifici e soddisfazioni. Una sfera di vetro, una parentesi, croce e delizia della vita di ogni uomo. Da qualche anno a questa parte questo mondo sembra essere diventato una realtà parallela, impossibile da valicare, soprattutto se il paese in questione è l’Italia. La parola d’ordine è diventata disoccupazione, la via d’uscita da questo tunnel buio richiede costanza e una forte creatività, poiché molto spesso è necessario ripiegare in un piano B, un fuori programma lontano dalle aspirazioni e gli obbiettivi iniziali.

Diario di un disoccupato, uno sguardo interno di chi si trova al margine

Il lavoro resta “questo sconosciuto” proprio come recita il libro di Mario Migliara Dario di un disoccupato – edito da 13Lab – he con grande lucidità ed ironia affronta un argomento più attuale che mai. La forma stilistica scelta da Migliara è quella del diario, un diario di bordo scritto da chi si trova al margine, sul fondo, ma proprio per questo riesce ad avere una visione più completa della realtà che lo circonda. Migliara nella premessa parla di plurale maiestatis, definendo la condizione di disoccupazione un problema di tutti, di cui bisogna esserne a conoscenza ed avere i mezzi giusti per formare una propria coscienza sulla tematica. Raccontata l’avventura di chi un lavoro non lo ha, con modi alle volte anche al limite del grottesco, che fanno nascere numerose domande e dubbi, ma è questo che rende il libro interessante.

Scorrendo tra le pagine del libro è possibile trovare aforismi, citazioni appartenenti a mondi diversi dell’arte: da Carboni a Borges, ma anche uomini che appartengono alla sfera della quotidianità.
Incuriosisce il sottotitolo “Straniero in terra propria”, accattivante nella sua concezione ossimorica, conserva al suo interno il vero cuore della riflessione del testo: ciò che dovrebbe essere normalità, diviene lotta, conquista, ostacolo. Una verità difficile, una pillola amara da ingoiare, che mette in ginocchio più generazioni e lascia costantemente una sensazione di vuoto.