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Eroica Fenice

Diritti per gli omosessuali in Italia: quando i tempi saranno maturi?

Chiunque abbia letto un giornale, navigato in internet o visto la tv domenica 13 gennaio saprà che si è parlato molto, per motivi tuttavia diversi di un tema, quello dei diritti delle coppie omosessuali.

La discussione è nata per alcuni avvenimenti che hanno percorso contemporaneamente  parte dell’Europa e degli Stati uniti.

Nella mattinata di domenica a Parigi 300.000 persone (i numeri sono tuttavia contrastanti  dato che gli organizzatori parlano di 800.000) hanno manifestato contro le nozze gay e la possibilità di adottare un bambino per le coppie omosessuali. La Francia è scesa dunque in piazza, richiamata anche dall’ appello della Chiesa e della destra, per opporsi alla legge che sarà discussa in parlamento il 29 gennaio. Con il motto “Tutti nati da un uomo e una donna” un gran numero di francesi si sono schierati contro una manovra politica di Hollande che già in campagna elettorale aveva promesso di assicurare maggiori diritti alle coppie omosessuali. Se la legge sarà approvata in parlamento la Francia diventerebbe così il settimo paese europeo in cui sono permessi i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Contemporaneamente a Roma arriva  la risposta alla manifestazione francese: durante l’Angelus  di Papa Benedetto XVI alcune donne facenti parti del gruppo ucraino Femen hanno provocatoriamente  mostrato il seno nudo con scritte “In gay we trust” per protestare contro l’omofobia.

Mentre dunque nella cattolica Europa si discuteva con toni accesi sui diritti gay, nello stesso giorno, dall’altro lato del mondo, a Los Angeles, accadeva qualcosa di interessante.  Alla premiazione dei Golden Globe, Jodie Foster che ha ricevuto il premio alla carriera, ha ringraziato  pubblicamente la sua ex compagna,” ex-partner in amore, ma sorella di anima nella vita”, dalla quale ha avuto due figli. L’attrice, regista e produttrice americana con un discorso a metà tra l’ironico e l’emozionato ha fatto pubblicamente il suo coming out dinanzi ad una platea commossa ed ad applaudirla in prima fila c’erano i suoi figli. Il fatto che il discorso della Foster possa essere  stato tirato fuori ad arte e in maniera quasi forzata come hanno sostenuto alcuni giornalisti inglesi, non mi tange. Quel che mi preme considerare è che il mondo del cinema americano, nello stesso giorno della manifestazione parigina contro i matrimoni omosessuali, ha celebrato  in questo modo attraverso l’attrice, l’amore omosessuale che, almeno in alcuni Stati d’America è riconosciuto legalmente col matrimonio. Negli ultimi anni infatti, in un paese che pure presenta molte contraddizioni anche su questa delicata questione sembra stia spirando un vento nuovo che ha portato a crescere negli ultimi mesi il numero di Stati che celebrano regolarmente nozze tra omosessuali.

Ma intanto cosa accade  in Italia? Recentemente una sentenza della cassazione che stabilisce che un bambino può crescere bene in una famiglia omosessuale ha alzato un polverone.  In un paese in cui non esiste nemmeno una legge che punisca i reati di omofobia, figuriamoci che scandalo provoca la notizia che una coppia omosessuale richieda il diritto di sposarsi o crescere degli figli. Ed è solo in questi casi che nel nostro paese se ne parla: è solo allora che se ne discute sui giornali, ne discutono i politici e  se ne parla in televisione, ma la verità è che in Italia né i politici né i singoli cittadini riescono a formulare discorsi costruttivi sulla questione. Quando accadono episodi discriminatori e di barbara violenza nei confronti degli omosessuali, tutti sono pronti a schierasi a favore della parte lesa, ma quando c’è poi di discutere concretamente di diritti gay, in Italia, nessuno sembra smuoversi.

Forse a causa della nostra impostazione cattolica oppure per una certa chiusura mentale nei confronti di una sola discussione su questi argomenti, in Italia sembra quasi un tabù anche solo immaginare una famiglia omosessuale, figuriamoci poi riconoscerla come qualcosa di concreto. Per molti la famiglia di tipo omosessuale è vista come qualcosa di strano, di contro natura e quindi inaccettabile.

Altri invece esclamano semplicemente che nel nostro paese “I tempi  ancora non sono maturi”.  Ma anche discutendo con amici non credenti e  che dunque non poggiano la questione su problemi religiosi, noto che risulta sempre difficile immaginare una famiglia basata sull’amore di due padri o due madri. E allora mi chiedo quanto la nostra incapacità di immaginare una famiglia di questo tipo dipenda dall’impostazione cattolica che abbiamo avuto o ereditato e quanto invece l’impossibilità di accogliere nuovi modelli di famiglia sia legata a qualcos’altro.

Forse non riusciamo a concepire una famiglia omosessuale perché la nostre idee sono ancorate a concezioni abitudinarie, che riteniamo radicate e sicure e che non siamo in grado di scuotere, superare, innovare…

Forse allora è vero che in Italia i tempi ancora non sono maturi perché siamo noi che non vogliamo o non siamo in grado di maturare.

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