Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Disoccupazione giovanile e conseguenze psicologiche

Non si arresta la crescita della disoccupazione in Italia. Secondo i dati diffusi dall’Istat, la disoccupazione  giovanile ha raggiunto il suo massimo dal 1977: a novembre è arrivata al 41,6% con un aumento di quattro punti rispetto al 2012.

Le conseguenze derivanti dalla disoccupazione giovanile sono davvero un campanello d’allarme. Secondo ricerche che hanno paragonato il benessere psichico dei giovani disoccupati con lavoratori della stessa età si constata che i disoccupati presentano livelli più bassi di benessere psicologico generale, sperimentando così sensazioni di ansia, meno soddisfazione per la vita ed un immagine di sé più negativa, correndo un elevato rischio di soffrire di disturbi mentali minori.

Una variabile di rilievo in relazione al rapporto disoccupazione/gioventù è l’identità sociale. Per identità sociale intendiamo il modo in cui un individuo considera e costruisce se stesso come membro di determinati gruppi sociali e il modo in cui le norme di quei gruppi consentono a ciascun individuo di pensare, muoversi, collocarsi e relazionarsi  nel tessuto sociale. Quale periodo migliore e proficuo se non quello della gioventù per affermarsi e accettarsi come membro appartenente ad una società. Alcuni studi indicano l’importanza dell’inserimento professionale per la soluzione positiva della crisi d’identità ed una percezione più chiara di sé.

Secondo Yanez  le fasi del processo psicopatologico della disoccupazione sono visibili in relazione al tempo in cui il soggetto è disoccupato:

– durante il primo semestre il soggetto attraversa una fase acuta in cui i sintomi più comuni includono insonnia, umore variabile, irritazione e angoscia per il futuro;

– nei sei mesi seguenti si aggravano i sintomi descritti precedentemente, con episodi di vergogna, aggressione;

– dopo 18 mesi c’è la fase di adeguamento, caratterizzata da un umore depresso caratterizzato da sentimenti di inferiorità;

– dopo 24 mesi il soggetto passa attraverso una fase di rettifica e assume come parte dell’identità il non avere un lavoro, accompagnato da un’apatia generale;

Tra tutte le variabili studiate negli effetti di stress causati dalla disoccupazione giovanile, quella che trova sicuramente maggiore fondamento empirico è:” il sostegno sociale”. Nei vari studi realizzati, si osserva un deterioramento maggiore del benessere emotivo in quei disoccupati che dispongono di un minor grado di supporto sociale. Di fondamentale importanza sembra essere l’appoggio non solo  economico ma  specialmente morale: avere qualcuno a cui suggerire cose interessanti da fare e raccontare i propri disagi è una fonte primaria per poter abbattere tutte le conseguenze provenienti dall’attuale cancro sociale, “la disoccupazione”. Ci aspettiamo di trovare dati più incoraggianti, in quanto l’Italia sembra aver dimenticato il bene più prezioso, le “risorse umane”, ed in queste sicuramente troviamo le giovani eccellenze in cerca di possibilità.

Hai letto: Disoccupazione giovanile e conseguenze psicologiche

Print Friendly, PDF & Email