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Eroica Fenice

Dolce & Gabbana fall Winter 2013/2014: quando il mondo antico diviene moda

Chi ritiene che il mondo antico sia l’espressione di una civiltà lontana nel tempo e ormai priva di contatti con quella attuale commette un grave errore; il mondo antico ritorna infatti costantemente a noi, a volte anche in maniera inaspettata.
Basti guardare la nuova collezione Dolce e Gabbana per l’autunno/inverno 2013/2014, presentata lo scorso febbraio alle sfilate della settimana della moda milanese. Gli stilisti siciliani per la loro collezione, intitolata “Mosaico sartoriale”, si sono ispirati ai mosaici bizantini del Duomo di Monreale di Palermo.
Ricordiamo che il Duomo di Monreale fu fatto costruire dal re Normanno Guglielmo II d’Altavilla fra il 1172 e il 1185 e presenta una ricca decorazione musiva. Questi mosaici, eseguiti su fondo d’oro grazie all’opera di maestranze locali, bizantine e veneziane, rappresentano Guglielmo II incoronato da Cristo e Guglielmo II che offre la chiesa alla Vergine.

Dolce&Gabbana si sono evidentemente resi conto che la loro terra, la Sicilia, può essere la chiave vincente per le loro collezioni. Già nelle passate stagioni hanno presentato abiti che richiamavano quelli indossati dalle donne della loro terra negli anni ’50 o in particolari occasioni del folklore popolare; nelle campagne pubblicitarie hanno inoltre ritratto accanto alle modelle, uomini, donne e bambini comuni, ricreando le atmosfere tipiche di una giornata di festa.
Questa collezione si segnala però per il grande apporto fornito dall’arte. Gli stilisti infatti, ispirandosi ad una delle più antiche tecniche artistiche, hanno dato vita ad abiti particolarissimi, dalle linee semplici ma in tessuti ricchi, come il broccato il pizzo e l’organza, ornati con rappresentazioni iconografiche bizantine. A corredare il tutto le modelle indossavano delle corone dorate con pietre incastonate che ricordavano quelle delle imperatrici bizantine.

La collezione, ovviamente difficilmente indossabile nella vita di tutti i giorni, è però un bell’esempio di reimpiego in chiave moderna della cultura e dell’arte antica che, a quanto pare, sembra avere ancora molto da offrirci.

 

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