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Eroica Fenice

Ecomostri: una piccola considerazione

Gli ecomostri sono una delle realtà sconcertanti che attanagliano il Bel Paese, soprattutto, come tristemente noto, la Campania. Di circa una settimana fa la notizia della demolizione dell’ecomostro di Alimuri, nella penisola sorrentina.

Il primo ecomostro, il primo che ha meritato questo appellativo, è stato l’Hotel Fuenti, a Vietri sul Mare. Il termine venne coniato all’epoca da Legambiente per indicare quella particolare struttura abusiva che risultava un vero pugno nell’occhio per lo sfondo paesaggistico, su una scogliera accanto a edifici di importanza storica rillevante per la zona. Il Fuenti per varie vicessitudini giudiziarie è stato poi demolito in più fasi per poi essere ricostruito in maniera legale secondo tutti i vincoli di legge.

Come abbiamo già detto in altri articoli sul sito, l’abusivismo edilizio concorre con altre cause ad aumentare il dissesto idrogeologico del territorio. Gli ecomostri sono strutture abusive che, sorgendo in zone particolari, ne alterano l’equilibrio naturale e paesaggistico. Basti pensare ad esempio al già citato Hotel Fuenti, l’edificio costruito a cavallo degli anni ’60 e ’70, che non garantiva le basilari condizioni di sicurezza. Spesso nel costruire edifici abusivi si omettono aspetti non secondari come la posizione stessa dell’edificio, ragionando nella logica del profitto e sull’economizzazione a discapito della legalità e conformità dell’immobile. Aspetti quali lo stato dei terreni, la cementificazione degli argini dei fiumi, l’alterazione dei canali per le acque piovane sono solo alcune di quelle condizioni naturali alterate dalle costruzioni scellerate di ecomostri e dalle costruzioni abusive in genere.

La situazione italiana in merito agli ecomostri è stata fotografata recentemente da un piccolo evento: in Aprile in Puglia in un dossier di Legambiente sono stati presentati sconcertanti dati sull’abusivismo edilizio e sugli ecomostri non solo nella regione pugliese ma in tutt’Italia. I dati mostrati nel dossier erano alquanto allarmanti: se nella prima decade degli anni 2000 le ordinanze di demolizione emanate dai tribunali italiani sono state oltre 50.000, quelle effettuate e fatte valere nei confronti dei proprietari degli immobili incriminati sono attorno alle 5.000. Tanti i casi in cui arrivano le ordinanze e non vengono eseguite per infiniti ricorsi al TAR o cavilli burocratici.  Inutile dire che la maggior parte dei luoghi attaccati dall’ abusivismo sono le regioni del Sud e, in particolare, le isole campane, il Cilento e le costiera amalfitana, ma non è da sottovalutare il fenomeno anche in regioni del Centro e del Nord Italia.

 Una politica più attiva in questo campo sarebbe, sicuramente, nell’interesse di tutti.

 

– Una piccola considerazione sugli ecomostri – Eroica Fenice –

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