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Eroica Fenice

Elezioni politiche 2013: PD ottiene la Camera, al Senato manca la maggioranza

Diamo i numeri. Oggi i più famosi sono 29,54 e 29,18, insieme a 31,63 e 30,72. La prima coppia indica, rispettivamente, il risultato elettorale della coalizione di centrosinistra e di centrodestra alla Camera, la seconda al Senato.

Sono queste cifre, oggi, la punta di un profondissimo e vecchissimo iceberg: la non governabilità di un paese, la sua continua e irrimediabile spaccatura. Se pensiamo rapidamente a tutte le elezioni politiche della storia dell’Italia repubblicana, salta subito all’occhio che il nostro è un paese che da sempre, agli occhi del mondo, si è presentato spaccato a metà, diviso in poli opposti: DCI e PSI,  Berlusconi e la malcapitata opposizione di centrosinistra di turno. Ma, credo,poche volte o addirittura mai il divario tra due coalizioni è stato così esiguo. A dividere il centrosinistra e il centrodestra alla Camera è solo lo 0,36 % , per rendere meglio l’idea, 124mila voti. Al Senato, addirittura, non è stata raggiunta la maggioranza. Ad aumentare il già confuso e difficile panorama politico italiano, subentra il formalmente inaspettato ma di fatto scontato successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che, con il suo 25,55 % alla Camera, si presenta come il primo partito italiano. L’insofferenza degli italiani, o almeno di 1/3 di essi, verso l’inefficienza della politica italiana è stata tale da spingerli a votare per un gruppo che avesse quanto meno possibile sporcate le mani nel fango politico. Il desiderio del rimborso dell’IMU e delle ormai decennali promesse del Cavaliere ha portato quasi un altro terzo dei nostri compaesani a votare il Berlusconi; non si sa bene cosa ha indirizzato l’altro terzo a scegliere Bersani.

Il bipolarismo imperfetto, oggi, mantiene solo l’aggettivo e sembra trasformarsi in un tripolarismo altrettanto imperfetto. Sempre più lontani dal desiderato modello Westminster, l’Italia, oggi forse più di ieri, è alla deriva.

Perché? Perché non siamo un popolo, non siamo una nazione ed ognuno, da sempre, pensa al proprio particulare. Manca coscienza e responsabilità  civica, civile e politica, manca unità. Dopo 152 anni sento ancora come attuali le parole di Massimo d’AzeglioPur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani.  Cosa succederà è ancora tutto da vedere. Bersani ha ottenuto la Camera ma la governabilità è più che mai precaria. Potrebbe allearsi con i grillini, possibilità alquanto remota, cercare un accordo con il centrodestra o governare da solo con il rischio di far cadere il Governo a breve.

Nel frattempo noi italiani cerchiamo di impegnarci a diventare un popolo e a sviluppare la responsabilità civile e politica adeguata ad un paese che si definisce “sviluppato”.

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