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Eroica Fenice

Esodati: la manifestazione non risolve nulla

Immaginate di trovare finalmente un lavoro, il fatidico “posto fisso” e di cominciare così un nuovo cammino, lungo e faticoso, che prenderà una grande fetta del vostro tempo e della vostra vita.

Ogni giorno, con fatica e dedizione, vi recherete sul posto di lavoro, per fare il vostro dovere e rendere reali i vostri progetti.
Passano così giorni, mesi, anni, comprate una casa e mettete su famiglia.

Trascorso tanto tempo in azienda, cominciate oramai a sentirvi stanchi, ma nessun problema, perché è arrivata l’età per andare in pensione!

Ecco, questa è più o meno la storia di tutti i lavoratori….anzi, quasi tutti!

Ci sono persone che nonostante gli anni di lavoro, nonostante la fatica e nonostante l’età, non sono riusciti ad andare in pensione e si trovano, da qualche anno, in grande difficoltà.
Queste persone, invece di vivere una vita più tranquilla e serena, devono manifestare in piazza e indossare una maglietta con sopra scritto “esodato”.

Chi sono gli esodati?
Il termine esodato diventa conosciuto da tutti nel dicembre 2011, quando il governo tecnico presieduto da Mario Monti vara una serie di provvedimenti, tra cui la riforma Fornero, che alza l’età pensionabile. Tutto questo in un momento di crisi finanziaria.

Gli esodati sono coloro che, dopo specifici accordi tra imprese e sindacati, hanno lasciato il lavoro per crisi aziendali, scelte volontarie, mobilità e altro, in vista di una pensione che doveva scattare nel 2012.

Una volta esaurito il rapporto di lavoro, la modifica dei requisiti per ottenere le auspicate prestazioni previdenziali pensionistiche, ha lasciato questi lavoratori senza reddito. Si sono così ritrovati disoccupati e senza percepire la pensione dall’Inps. Tutto questo con alle spalle anni di lavoro e di contributi versati.

La stessa Fornero, prima di mandare il decreto alla firma del presidente della Repubblica, aggiunge una salvaguardia per 65.000 lavoratori. Non bastano, e con il decreto spending review se ne aggiungono altri 50.000.

La situazione diventa ancora più accesa quando il direttore generale dell’Inps dice in Parlamento che in realtà gli esodati sono 390.000.

Il governo corre ai ripari per consentire la pensione con le regole in vigore prima della riforma, ma non si risolve la situazione di tutti e per ora gli esodati tutelati sono solo 162.130.

Manifestazione 7 maggio 2014 a Roma.

Dopo le proteste di aprile, la Rete Nazionale dei Comitati degli esodati ha promosso un nuovo presidio sotto la sede del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali in via Vittorio Veneto, in concomitanza con l’apertura del tavolo tecnico proposto dal Governo per la soluzione strutturale del problema esodati. Sono arrivati a Roma da tutta Italia per conoscere l’esito del primo tavolo tecnico convocato dal ministro del lavoro Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Renzi.

Gli esodati sono ai miei occhi manifestanti atipici. Uso questo termine non in senso diminutivo, ma per sottolineare quanto la loro più che una protesta sia una richiesta.
Appena arrivato respiravo tutto tranne aria di tensione. Eppure le forze dell’ordine erano numerose e pronte come sempre a qualsiasi eventualità.
Non mancava nulla: c’erano le trombe, i cartelloni, le maglie con le scritte, i giornalisti. Eppure girando tra la folla, vedevo persone dallo sguardo amichevole che mai si sognerebbero di fare azioni violente.

Ho ascoltato le loro storie, ognuna così diversa dall’altra, che raccontano non solo anni di lavoro ma prima di tutto anni di vita coraggiosamente vissuta.
Ho visto le loro lacrime. Lacrime di chi è stanco, ma sa di non potersi riposare, perché spesso “costretto” a prendere un pullman, viaggiare di notte, e protestare per qualcosa che mai nella vita avrebbe immaginato tolto.
Ho visto urlare ad una finestra chiusa sperando di vedere affacciato chi lavora per noi. Chi ci rappresenta e ha in mano la possibile soluzione.

Ho visto chi vorrebbe dire tanto, ma si trattiene, e chi invece urla perdendo la pazienza, ma poi si gira verso un “compagno di sventure” sorridendo.

Un manifestante mi ferma, e mi chiede di scattagli una foto. Apre un cartellone, lo leggo, scatto, sorrido ma dentro sono commosso.

La manifestazione comincia in Via Vittorio Veneto per poi spostarsi in Via Flavia al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Passano le ore ma non si spegne la speranza di capirci qualcosa di più.

Chiedono se qualcuno di loro possa salire e partecipare all’incontro. Nessuna risposta.

Alla fine della riunione, si riesce finalmente ad avere un dialogo diretto con qualche esponente politico e si apprende che nulla di decisivo è stato detto.
Per gli esodati, stanchi e sempre più amareggiati, è l’ennesima delusione: tutto rinviato al prossimo incontro!

Esodati: questione ancora aperta dopo la manifestazione a Roma

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