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Eroica Fenice

essere vegani

Essere vegani? Non è una scelta! (parte prima)

Essere vegani non  è una scelta! Molte delle posizioni etiche in base alle quali giudichiamo la realtà che ci circonda derivano dalle esperienze quotidiane che ogni giorno plasmano le nostre opinioni e le nostre scelte. Talvolta viviamo come ci è stato insegnato senza chiederci cosa sia giusto fare e in cosa sia giusto credere soprattutto in questo tempo in cui la fretta delle masse ci porta a omologare le nostre abitudini con quelle degli altri. Perché allora qualcuno un mattino di un giorno qualsiasi si sveglia e decide di cambiare casa, lavoro, marciapiede, vita? Perché SCEGLIERE di cambiare anche il piatto di ogni giorno? Ho intervistato Vittorio Viscardi, 26 anni, studente iscritto alla facoltà di giurisprudenza che ha cambiato la sua vita in nome di un ideale che non poteva più ignorare.

Essere vegani, intervista a Vittorio Viscardi

Da quanto tempo sei vegano?
Da circa 3 anni.

Spesso diventare vegetariano non rappresenta soltanto una decisione di tipo alimentare, ma una scelta legata ad una profonda eticità. Nel tuo caso perché questa scelta? Quali sono state le tue motivazioni? Gusto, moda, filosofia, etica?
Certamente etica. Senza dubbio. Ma è stata una scelta che si potrebbe meglio definire “naturale”. Ho semplicemente seguito la mia natura. Sin da piccoli ci hanno convinto, per erronee convinzioni, ignoranza, tradizione e interessi, che l’uomo sia onnivoro. In verità, fisiologicamente il corpo umano è 100% erbivoro frugivoro.
Se si dà uno sguardo alla Storia (“se non capisci la Storia non puoi capire niente” diceva Tiziano Terzani) si vede che il primo ominide, l’australopiteco, comparve sulla Terra circa 5 milioni di anni fa, e si nutriva di frutta e radici, e per circa 4 milioni di anni l’alimentazione dell’uomo (anche nei suoi successivi stadi evolutivi) rimase la stessa. L’uomo cominciò a mangiare carne, verosimilmente, nel periodo del Pleistocene, nel periodo Quaternario (o Neozoico, che sarebbe anche l’ultimo periodo geologico, praticamente quello nel quale stiamo vivendo, giusto per dare un’idea della modernità del fenomeno), a seguito dell’ultima glaciazione Wurm, circa 1,8 milioni di anni fa, che rese le foreste inospitali e la vegetazione molto scarsa. Così l’uomo, per sopravvivere, si adattò a mangiare anche la carne, ma vivendo inizialmente di sciacallaggio, cioè cibandosi di animali già morti, perché non era in grado di cacciare. Le persone e persino parte della scienza confondono la grande capacità di adattamento dell’uomo con la natura onnivora. Ma l’uomo non c’entra nulla con gli onnivori. È vero che ci sono stati millenni di evoluzione dell’uomo dai primi ramapitechi (anch’essi vegetariani) e dagli australopitechi, evoluzione che ha investito soprattutto la massa cerebrale, ma la struttura del nostro organismo è rimasta la stessa. Qualche dato: la lunghezza del nostro intestino è dalle 9 alle 13 volte la lunghezza del torso, del nostro tronco: questa è la lunghezza dell’intestino di tutti gli animali erbivori sul nostro pianeta. È, cioè, molto lungo. La lunghezza dell’intestino di un vero onnivoro è solo dalle 3 alle 6 volte la lunghezza del loro torso. Gli onnivori e i carnivori hanno un tratto intestinale corto così da poter espellere più rapidamente la carne, che è un corpo in decomposizione, insieme al colesterolo e i grassi saturi. È praticamente impossibile che un vero onnivoro abbia le arterie ostruite. Gli uomini che invece scelgono di mangiare carne, latte, formaggi e uova soffrono spesso di malattie cardiache causate dalle arterie occluse. Se fossimo stati onnivori avremmo avuto denti aguzzi e taglienti per azzannare, strappare e dilaniare la carne, e artigli per ferire e lacerare la preda. Noi invece abbiamo mani prensili per raccogliere la frutta e le piante, unghia piatte, i nostri denti sono larghi, corti, smussati, piatti, come i denti degli altri fruttivori ed erbivori. E prima che mi si eccepisca la presenza dei “canini”, ti dirò una cosa: la maggior parte degli erbivori ha i canini! Senza la combinazione di canini, incisivi e molari non sarebbe possibile mangiare frutti coriacei come le mele, ad esempio. Inoltre gli erbivori utilizzano i canini come strumento di difesa, specie nella protezione dei propri cuccioli. Noi abbiamo enzimi nella saliva per digerire i carboidrati: solo gli erbivori li hanno! Vuol dire che possiamo mangiare grandi quantità di frutta e verdura. Noi uomini e gli altri erbivori sudiamo attraverso i pori della pelle, non ansimiamo come cani, gatti, orsi e leoni. Inoltre se fossimo davvero onnivori non avremmo bisogno di cuocere la carne. Gli uomini invece mangiano carne cotta sul fuoco: ma nessun animale onnivoro cuoce la sua preda. Hai mai visto un orso cuocere la carne? Il perché è chiaro. L’uomo non può mangiare carne cruda per via della salmonella e del campylobacter, batteri molto pericolosi per l’organismo dell’uomo che la cottura riesce ad eliminare. Tuttavia neanche la carne cotta è sicura, poiché il calore produce sulla superficie della stessa alcune sostanze cancerose chiamate “amine-eterocicliche”. Un leone non ha bisogno del fuoco per eliminare la salmonella ed il campylobacter poiché ha delle ghiandole che secernono succhi gastrici cinque volte superiori rispetto a quelle dell’uomo. E, non per ultimo, abbiamo ZERO istinto carnivoro. Non siamo animali offensivi. Ripropongo un esempio di Gary Yourofsky, un noto attivista per i diritti animali: mettete in una culla un bambino di 3 anni insieme ad un coniglio e ad una mela, se il bambino mangerà il coniglio e giocherà con la mela allora siamo onnivori, ma se il bambino giocherà con il coniglio e mangerà la mela allora siamo erbivori fruttivori. E poi bisognerebbe spiegare perché ogni volta che ci invitano a vedere video o immagini di animali che vengono sgozzati e fatti a pezzi cerchiamo sempre di chiudere gli occhi e di evitare quelle immagini crude? Perché proviamo fastidio? Dovremmo chiederci: “se non va bene per i nostri occhi allora perché va bene per il nostro stomaco?” Quindi, per risponderti, la mia scelta può essere considerata indubbiamente “etica”, ma solo dopo che si prenda consapevolezza del fatto che si tratta di una scelta naturale, di un ritorno alla mia natura di animale erbivoro fruttivoro.

Alcuni studiosi suggeriscono che l’evoluzione umana sia avvenuta anche grazie ad un’alimentazione carnivora, cosa pensi in proposito?
Non c’è alcuna prova scientifica che dimostri lo sviluppo dell’intelligenza grazie all’assunzione di carne. L’uomo ha semplicemente sviluppato l’intelligenza per sforzarsi a trovare soluzioni per sopravvivere. Secondo una prospettiva evoluzionistica ogni specie vivente sviluppa facoltà intellettive (e non) che le sono più utili nell’adattamento all’ambiente in cui vive. Quindi quanto più un ambiente è mutevole, come è stato il mondo nel quale il genere Homo si è trovato a vivere, tanto più favorirà quelle specie in grado di risolvere nuovi problemi, le quali svilupperanno per ciò forme più sofisticate, o meglio “diverse”, di intelligenza. Ci sono molte variabili che potrebbero aver influito sullo sviluppo della massa cerebrale. In ogni caso discutere se la carne abbia collaborato nello sviluppo dell’intelligenza dell’uomo quando tra i neandertaliani (che mangiavano quasi solo carne abitando in climi freddi) causava la morte prima dei venti anni di età ai tre quarti della specie, e quando tutt’oggi miete incessantemente vittime essendo il primo fattore a causare il cancro, con il 45% dei casi (il secondo fattore è il fumo con il 35% dei casi), ha davvero poco senso.

Sorge spontanea la domanda: cosa mangi?
La quantità di cibo che la Terra ci offre è impressionante: ortaggi  e verdure di ogni genere, legumi, frutta, cacao, castagne, noci, arachidi, mandorle, pistacchi, nocciole, semi di zucca… e  molto altro. Ovvio che tramite l’arte culinaria si possono creare pietanze e prodotti alimentari vegetali di vario tipo: seitan, mopur, muscolo di grano, tempeh, tofu, che per via della loro consistenza possono andare a sostituire i cibi animali tradizionali. Esistono “prosciutti” totalmente vegetali, vari affettati vegetali, hamburger vegetali, wurstel vegetali, e persino il sapore del pesce può essere riprodotto con l’utilizzo delle alghe, arrivando ad ottenere gamberi vegetali. E poi latte vegetale (latte di soia, latte di canapa, latte d’avena, latte di mandorle, latte di cocco), formaggi vegetali, fino a creare dolci, torte e brioches senza utilizzare latte animale ed uova. A Torino è nata una pasticceria completamente vegana.

Vegan? Non è una scelta! (parte seconda)

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