Seguici e condividi:

Eroica Fenice

BAM! Una bottega che produce una bella realtà

La BAM! dal 30 aprile al 3 maggio 2015 darà vita al “Mò.Dì. maledetto festival della parola” del quale Eroica Fenice è media partner. Sono legato alla realtà della Bottega Artistico Musicale perché conosco bene i soggetti che ne fanno parte e perché si trova a Sapri (SA), città dove sono cresciuto. Ho da subito avuto voglia di scrivere la storia dello spazio, raccontandola grazie alle persone che hanno dato vita alla BAM!. Ho voluto mettere in evidenza il percorso e la politica che la contraddistingue.

Durante la vita ciascuno di noi percorre delle strade, le affronta e fa i conti poi con le conseguenze delle scelte prese.

Nell’estate 2010, partecipando ad un workshop estivo legato ad un tipo di architettura dedicata alla riqualificazione ed al riuso degli spazi urbani, ho conosciuto un gruppo di persone di cui, pur essendo loro miei compaesani, non conoscevo i pensieri sul cosiddetto sociale, ma che fin da subito ho trovati affini.

Negli anni successivi più volte i nostri percorsi si sono incrociati, e purtroppo anche separati.

I contatti sono sempre rimasti attivi. In una delle mie partecipazioni alle attività della rete di associazioni LABO 31 che gravita sul territorio, perlopiù cilentano, ho avuto modo di vedere uno spazio e sentirne parlare come una realtà che stava per nascere.

Da uno spazio “non vivo” ad uno “spazio vivo”. La parte del percorso che ha permesso di conferire alla BAM! il suo status di volano di energie è sicuramente la fase embrionale della sua storia.

Un gruppo di amici, che già lavoravano in altre forme associative e che già avevano a cuore il problema sociale legato al largo consumo di stupefacenti, in particolar modo di eroina, dopo l’ennesima vittima della droga, decisero d’incontrare l’amministrazione comunale per intavolare un discorso diverso, non un discorso che superasse la semplice conoscenza del problema, ma che riuscisse a fornire un impegno concreto. La partecipazione che fu richiesta al Comune di Sapri fu sostanzialmente legata alla cessione di uno spazio per svolgere delle attività legate alle competenze che già possedevano le persone che avrebbero preso in concessione un luogo destinato all’abbandono ed al decadimento.

Lo spazio era una falegnameria comunale in stato di degrado: trenta giorni di sudore, lavoro di cantiere, progettazione in itinere, ma soprattutto collaborazione, che ha permesso di gettare le fondamenta delle relazioni che ancora oggi animano la BAM! Il 4 gennaio 2014 fu inaugurato lo spazio con poche delle attrezzature che oggi è possibile usare. Il 28 febbraio 2014 iniziò una delle prime attività, “Porta i tuoi vinili”, per consumare un aperitivo in compagnia della musica che gli stessi partecipanti scelsero per la serata.

“BAM! è un bene comune”, così titola il manifesto dello spazio che si trova a Sapri.

I primi passi importanti che compiuto La BAM! come gruppo sono stati fatti poco tempo dopo l’inaugurazione alla Giornata dell’arte a Sapri ed al Primo maggio presso Vallo della Lucania, dove con dei volantini e con qualche manifesto la BAM! è emersa palesandosi come realtà presente sul territorio.

Percorsi individuali, anche politici, che confluiscono nelle attività che vengono svolte dallo spazio. Diversamente da legami di amicizia e propri del tempo libero, nello spazio autogestito il momento assembleare è di fondamentale importanza in quanto pone su di un unico livello le persone, in maniera orizzontale vengono prese le decisioni per portare avanti il progetto.

Non è un luogo di consumo, ma di solidarietà, mutualismo e aggregazione.

La scelta di realizzare una sala prove comunale, la prima nella storia saprese, è legata principalmente alle competenze delle persone che continuano a frequentare la BAM!. Inoltre, si è arrivati ad avere legami con varie realtà, formando ad un anno dalla sua inaugurazione, una rete di collaborazioni con spazi ed affini tra i quali Vico’Sound, Jam Arts, Laboratorio Teatrale Permanente, Giant Killah Sound System, i Mobius Project e non ultimi i Quasi Adatti.

Un percorso costruito su esperienze regresse.

Sul retro del fabbricato che ospita la BAM! è presente una piccola area che sarà destinata alle attività finalizzate a realizzare un giardino pubblico e quelle più prettamente legate alla BAM!, come performance artistiche, un po’ prendendo spunto e continuando l’esperienza che fu fatta presso Santa Croce con la costruzione di uno spazio all’aperto che fu denominato Orto Sociale di via Campesina.

Avendo avuto la possibilità di proporre oltre la musica altri tipi e forme artistiche, la BAM! ha deciso di raccontare l’espressione e l’arte attraverso il festival della parola denominato Mò.dì.

“Il festival riscopre la lingua come luogo antropologico, nelle tradizioni orali, nei dialetti, come veicolo d’informazione del sapere, nella digitalizzazione esasperata, come massa da plasmare artisticamente, con un unico filo conduttore: il limite, la barriera”.

Per restare indipendente e per costruire percorsi collettivi senza scopo di lucro il festival sarà finanziato tramite il crowdfunding, al quale tutti siamo invitati a partecipare: Mò.dì. ed ora dici! Potremo così collaborare alla realizzazione del maledetto festival.

BAM! Una bottega che produce una bella realtà.