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Eroica Fenice

Tony Tammaro

Tony Tammaro si prepara alla conquista dell’Italia

Tony Tammaro, al secolo Vincenzo Sarnelli, si prepara ad invadere l’Italia con la sua “musica tamarra”. Con oltre 2000 concerti e otto album all’attivo – l’ultimo “Tokyo Londra Scalea” del 2015 – Tony Tammaro è ormai un artista cult. Fin dal 1990, la diffusione della sua musica è stata autonoma, anomala e in costante crescita, grazie soprattutto al passaparola iniziale, alle copie diffuse anche online e al supporto del web.

Vincitore tre volte del Festival Italiano della Musica Demenziale, è l’artista più indipendente e più insofferente alle regole del mercato musicale nostrano. E nonostante questo, la sua musica non ha mai valicato ufficialmente i confini regionali, spesso bollato semplicisticamente come fenomeno folkloristico. Fino ad oggi. Abbigliato da centurione romano, perché «Se dobbiamo invadere l’Italia è meglio farlo con un abbigliamento adatto», il cantautore napoletano porterà i suoi grandi successi al di fuori del territorio campano all’interno dei quali si muove con successo e sicurezza ormai da più di un ventennio. Tramite la sua pagina Facebook, infatti, Tony ha fatto sapere ai suoi numerosi fan di essere pronto al “salto di qualità” che in molti aspettavano da tempo, con un tour di cinque date da Napoli a Milano e ritorno.

Tony Tammaro tour 2016: le date ufficiali

Il tour, organizzato da Azzurra Production, partirà  da Napoli il 7 novembre, per poi proseguire con l’appuntamento all’Alcatraz di Milano il 22. Il 24 novembre Tony Tammaro e la sua band saranno a Bologna, il 27 a Roma e, infine, il 30 novembre si ritornerà a Salerno per concludere questa prima esperienza fuori extra-regionale. È inoltre notizia dell’ultimissima ora che l’eroe della “napoletanità tamarra” sarà addirittura in concerto a Londra, al Water Rats Club, il 6 febbraio 2017. Ad accompagnarlo on stage, una band composta da cinque musicisti – Nino Casapulla (tastiere), Luciano Aversana (chitarre), Paolo Pollastro (basso), Tony Martuccelli (batteria) e Rossella Bruno (cori).

Perché Tony Tammaro piace tanto

Dare una risposta a questa domanda potrebbe sembrare facile. Tony piace perché ricorda il periodo della spensieratezza adolescenziale della generazione degli attuali trentenni, quando non c’erano problemi né lo stress del lavoro e si poteva ridere delle storie che raccontava nelle sue canzoni.

D’altronde, chi è cresciuto a Napoli, dai primi anni ’90 ad oggi, ha vissuto la propria infanzia cantando “Scalea”, “‘O trerrote” “Patrizia” o “Supersantos”. Questi pezzi epocali, insieme alle altre hit di successo, ritratto di un modo di essere tamarro ma non per questo becero, sono circolati per anni su supporti di fortuna, dalle vecchie musicassette pirata ai cd “pezzotti”, tramandati come un cimelio dal fratello maggiore al minore, al cugino.

Gli adolescenti di tutta la Campania hanno potuto godere di Tamarradio, programma estremamente low cost andato in onda sulle tv locali in cui Tony Tammaro faceva il verso alla ben più nota MTV, tra video musicali e pubblicità tamarre. Persino il suo look, capelli ossigenati e occhiali da sole a specchio, ha dettato la moda per un certo gruppetto di persone, oggi magari costretti a portare giacca e cravatta per tutto il giorno.

Non è, però, solo la nostalgia a spiegare il successo che Tony continua a riscuotere non solo tra i fan storici, ma anche tra quelli di nuova generazione. Il messaggio e il contenuto delle canzoni  sono il reale motivo di tanto seguito: Tony Tammaro scrive dei pezzi che arrivano direttamente al cuore di chi li ascolta. Brani pungenti, ironici, a tratti dissacranti e trasgressivi, con i quali si dipingono con tratto impressionista vizi e virtù del napoletano (o dell’italiano) medio. Certo, non vuol dire che tutti si riconoscano nel “mozzarellista” mondragonese che corteggia la sua donzella “tra provole e caciotte”, né nei baldi giovani che passano la Pasquetta a Ischia armati del casatiello di mammà (ma senza costume da bagno, perché le mutande bastano allo scopo).

Eppure, tutti hanno avuto modo di incontrare, una volta nella vita qualche italiano che ricalca questo modo di vivere un po’ alla “come viene”.  Tutti hanno avuto modo di sperimentare sulla propria pelle la “cazzimma” che mostrano alcuni protagonisti delle sue storie di vita musicali. I personaggi pittoreschi che Tony ripresenta nelle sue canzoni rischierebbero quasi di risultare fastidiosi, se non fosse che li dipinge con tale freschezza che è  impossibile non amarli alla follia.

Le canzoni di Tony Tammaro, insomma, ci ricordano che la vita si può prendere con leggerezza anche quando succede qualcosa di imprevisto. Si può sempre ridere se la Smart perde pezzi mentre siamo i tangenziale o se il carico di angurie destinato al mercato viene irrimediabilmente rovinato.

 
 
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