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Eroica Fenice

Fabiola Gianotti

Fabiola Gianotti, direttrice del Cern

Si chiama Fabiola Gianotti ed è la prima donna a ricevere l’incarico di direttrice del Cern, il laboratorio europeo di fisica delle particelle nato sessant’anni fa.
Fabiola Gianotti si laurea in fisica nel 1987, dopo essersi diplomata al liceo classico, questo accade nascendo in una famiglia con un genitore geologo e una madre letterata. La scienza ha vinto e, appena laureata, entra al Cern di Ginevra. La sua vita e la sua carriera, ha confessato la scienziata, sono ispirate all’esemplare vita di Marie Curie, che scoprì il radio, vinse due nobel, in fisica e chimica, e fu la prima donna a insegnare alla Sorbona.

Il nome di Fabiola Gianotti diventa famoso in tutto il mondo appena due anni fa, quando il team di cui è a capo giunge finalmente, dopo anni di studi e ricerca, alla scoperta del bosone di Higgs, una particella che permea l’Universo e conferisce la massa alla materia. La scoperta avviene il 4 luglio 2012, successivamente il Time la include al quinto posto della classifica degli “uomini dell’anno”, al primo posto, e in copertina, c’è Barack Obama.

E così, dopo la scoperta della “particella di Dio”, la Gianotti è ufficialmente in corsa per ricoprire l’incarico di direttore generale del Cern, mai toccato prima ad una donna. Poi l’annuncio, a partire dal gennaio 2016 sarà a capo del laboratorio europeo di fisica delle particelle.
Ha 52 anni ed è romana. Alla domanda “ti senti un cervello in fuga?” risponde di no, perché dopo il dottorato vinse un posto da ricercatore a Milano e un paio di anni più tardi ebbe un contratto permanente al Cern. Ha colto l’occasione di lavorare nel laboratorio di punta a livello mondiale nel campo della fisica. Chi mai avrebbe rifiutato?
Una “eccellenza italiana”, si dice e si scrive dovunque, ma se le si chiede cosa pensa dell’Italia, resta per lei un Paese che spreca i propri talenti, che non investe, che evidentemente incita alla fuga.

È ancora lontano il giorno in cui smetteremo di stupirci che sia una donna a ricoprire una carica di comando, che l’orgoglio per una concittadina non ci spinga impettiti a sterili condivisioni di articoli che terminano nel dimenticatoio in pochi giorni o solo quando la televisione e gli altri media avranno deciso che la notizia sia divenuta ormai stantia.

C’è una donna, italiana, la cui base è un incontro fra umanesimo e scienza, che ha fatto della vita di una scienziata vissuta un secolo fa il proprio modello, che studiando e impegnandosi ha raggiunto la più alta carica potesse aspettarsi nel suo campo.
Si parla di una scienziata, di una persona che ha consacrato la propria vita, il proprio impegno ad uno scopo che, come il bosone di Higgs permea l’universo, satura ogni sua più piccola “particella”.
E ora che ha raggiunto un così importante ruolo, la stessa Gianotti potrà diventare, a sua volta, un esempio di caparbietà e tenacia, di forza di volontà e di spirito, una spinta a cercare di realizzare le proprie aspettative e i propri desideri, senza la paura di “volare” lontano. I cervelli non sono italiani, svizzeri, americani, non esiste la proprietà su di essi. Dovrebbe esserci una patria in grado di accoglierli e farli crescere, ma quando si parla di vocazioni, di passione, ognuno ha il diritto e, soprattutto, il dovere di rispondere a quella vocazione, di far sì che la propria passione divenga il centro pulsante della propria vita.
È quanto Fabiola Gianotti ci insegna.

Martina Salvai

Fabiola Gianotti, direttrice del Cern