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Eroica Fenice

Cosimo Pagnani e l’assassinio a portata di clic

Chi oggi non possiede un profilo facebook?

Quasi l’80% della popolazione, si fa riconoscere agli occhi del mondo con la sua immagine di copertina, con le sue foto scattate in vacanze, con foto di mogli, mariti e chi più ne ha più ne metta.

Ma in realtà la vera funzionalità di questa piattaforma qual è?

Il suo fondatore Mark Zuckerberg insieme ad altri suoi amici, la mise in piedi per un gruppo limitato di persone. In futuro questa all’inizio, piccola idea, si è trasformata in qualcosa non di grande ma di più.

Si tratta, in effetti, di un piccolo mondo concentrato nel nostro PC, nel nostro tablet, nel nostro cellulare. Nello stesso momento in cui postiamo una foto, o scegliamo di condividere un pensiero, tutti i nostri amici, che siano essi Italiani, Americani, Indiani, possono leggerlo e capire cosa stiamo facendo, o pensando, in quello stesso istante.

Una cosa semplice, banale, una cosa amichevole, divertente: è questo che una persona si aspetta di leggere nel momento in cui accede al proprio profilo.

Non è sempre è così.

Poche sere fa, abbiamo assistito ad un episodio che dovrebbe rimandare al buon senso di tutti: un uomo, posta su facebook il proprio stato, che in quel momento non parla di gioie, né di gite; ha ucciso sua moglie, ha parole fin troppo pessime per essere riprodotte, e in quello stesso momento ha ricevuto più di 300 “mi piace” e molte altre condivisioni. E si, la nostra attenzione deve fermarsi anche su questi personaggi che hanno letto le parole di Cosimo Pagnani, e che senza riflettere hanno apprezzato la sua condivisione, ed i loro motivi sono a noi alquanto oscuri.

Ci preme sicuramente però, soffermarci sul gesto dello stesso uomo, che forse agli occhi del mondo voleva essere una specie di eroe, non rendendosi conto di essere diventato ormai un vigliacco. Un uomo che uccide una donna e che senza esitazione entra su facebook per raccontare dell’episodio, sicuramente non può essere definito come tale, è e sarà soltanto un assassino.

Il profilo di Cosimo Pagnani era uno specchio raffigurante l’animo di una persona frustrata: le sue continue frecciatine al divorzio con la moglie, i suoi tanti punti esclamativi che evidenziavano la parola serenità, le foto con sua figlia ed un’amica che commentava “quando è con te è diversa”.

Quanto può la tecnologia influire sul nostro andamento caratteriale?

Avrà pensato ai suoi due secondi di gloria, si sarà detto che forse ne avrebbero parlato in molti dell’accaduto, avrà avuto i suoi pochi minuti di popolarità, pensando che tutto ciò avesse potuto in qualche modo alleviare i suoi sensi di colpa; che quelle centinaia di mi piace potevano farlo sentire meno solo, che quelle parole sarebbero state un modo per dimenticare l’amore che lo legava alla ex-moglie, una donna che aveva soltanto scelto di porre fine ad una storia che non aveva più sentimenti.

Ma quelle parole condivise col mondo non hanno alimentato nulla di tutto quello di cui forse quest’uomo aveva bisogno, hanno solo evidenziato una persona affetta da rabbia, probabilmente troppa.

Una persona che del suo gesto non ha colto l’estremo errore ed orrore.

Una persona, Cosimo Pagnani, che aveva posseduto amore e che è stata trasformata dall’amore stesso, in un mostro.

Cosimo Pagnani e l’assassinio a portata di clic.