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Eroica Fenice

Far Web

“Far Web”, indagine sull’universo degli haters

Venerdì ha fatto il suo debutto, in seconda serata sulla terza rete RAI, Far Web. Condotto da Federico Ruffo il programma, attraverso lo schema del documentario, indaga sul lato più oscuro e pericoloso di internet: degli haters.

Definizione di hater

Il termine haters si potrebbe tradurre in italiano con l’espressione “coloro che odiano” (dal verbo inglese to hate, “odiare”). In parole povere, ci troviamo davanti a veri e propri odiatori seriali.
L’hater non è un tipo ben definito: può essere giovane o vecchio, donna o uomo, con un basso o alto livello di istruzione, bianco o nero. L’unico minimo comune denominatore che li accomuna è l’odio.
Questo odio viscerale è rivolto sopratttutto a personaggi di una certa fama: politici, cantanti, attori, youtubers, giornalisti e così via. A sostegno di questa loro teoria, gli haters si fanno portavoce di una verità intoccabile con il sostegno della protezione dello schermo del computer o del telefono.

Far Web. A tu per tu con l’odio

Far Web parte proprio da queste basi per stilare un’analisi lucida di questo fenomeno, preoccupante per il momento storico che stiamo vivendo.
Nella prima puntata, intitolata In nome del popolo italiano, Federico Ruffo ha avuto modo di parlare con questi odiatori. Alcuni ci mettono la faccia, mentre altri preferiscono affidarsi alla sicurezza dell’anonimato.
Il quadro che ne viene fuori è inquietante. Rigurgito di populismi, insulti nei confronti dei migranti e della presidente della camera Laura Boldrini (quest’ultima oggetto di una vera e propria campagna di insulti, complici anche le numerose bufale che la riguardano) e rimpianti verso il ventennio fascista.
Interessanti gli interventi di chi ha voluto letteralmente metterci la faccia. Stiamo parlando dell’amministratore della pagina Facebook Sesso, droga e pastorizia (celebre per essere stata al centro di una polemica con Selvaggia Lucarelli) o di già citati pensionati sessantenni che non sembrano pentiti delle proprie azioni. C’è anche chi preferisce coprirsi il volto per non farsi riconoscere, come l’utente che si fa chiamare con il nickname de “ilgiustiziere”.

Gli haters sono tra noi (e siamo noi)

Non sarebbe necessario interrogarsi sull’utilità di un programma come Far Web. Sarebbe più utile riflettere sul fatto che gli haters che ci vengono presentati sono persone normali, come noi.
Il sessantenne con la quinta elementare che insulta Laura Boldrini perché «ama più gli immigrati che gli italiani» e il trentenne con una laurea che insulta lo youtuber Favij perché guadagna tanti soldi facendo gameplay non sono tanto diversi. Sono persone che incontriamo al bar o a lavoro, magari anche brave persone nella vita reale e con cui abbiamo scambiato due chiacchiere.
L‘hater, come si è detto, non ha una fisionomia precisa. Può essere di nazionalità, credo e idee diverse, ma è fedele ad una sola idea: quello di elevarsi al rango di vendicatore, angelo della morte virtuale che falcia coloro che meritano solo di ricevere in faccia tutta la sua bile, che siano traditori della patria, omosessuali, comunisti, vip, cantanti, attori. Tutti insulti fatti da chi il potere, nel mondo di carne, non ce l’ha.
Dobbiamo stare attenti agli haters, ma anche fare in modo di non divenire noi stessi come loro stessi.

Ciro Gianluigi Barbato