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Eroica Fenice

I figli dell’Agente Arancio

“Vi è molto di folle nella vostra cosiddetta civiltà. Come pazzi voi uomini bianchi correte dietro al denaro, finché non ne avete così tanto da non poter vivere abbastanza a lungo per spenderlo. Voi saccheggiate i boschi e la terra, sprecate i combustibili naturali. Come se non debba venire, dopo di voi, un’altra generazione, che abbia, egualmente, bisogno di tutto questo. Voi parlate, sempre, di un mondo migliore, mentre costruite bombe, sempre più potenti, per distruggere quel mondo che, ora, avete.” – Walking Buffalo

La guerra del Vietnam fu un conflitto combattuto tra il 1960 ed il 1975. Lo scontro vide contrapposte le forze insurrezionali filo-comuniste, sorte in opposizione al governo autoritario filo-statunitense costituito nel territorio del Vietnam del Sud e le forze governative del Vietnam del Nord.

In 15 anni di guerra, in Vietnam furono sganciate oltre cinque milioni di bombe, quasi il doppio di quelle lanciate dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma le forze aeree americane non sganciarono solo esplosivi.

Il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy, infatti, autorizzò la guerra chimica come espediente per disboscare rapidamente le zone di giungla in cui si nascondevano i Vietcong, spesso inafferrabili per i Marines americani.

L’operazione di defogliazione venne chiamata in codice “Operation Ranch Hand” e vide l’utilizzo dei rainbow herbicides, una vasta gamma di defolianti diversi per caratteristiche e soprattutto per il colore dei fusti in cui ognuno di essi era contenuto. Tra questi vi era l’Agente Arancio che venne sfruttato per irrorare 20 milioni di galloni (oltre 75 milioni di litri) di erbicidi vari su tutto il Vietnam del Sud.

Nel 1971 furono condotti diversi studi specialistici sulla sostanza, dai quali si evinse che l’erbicida produceva delle diossine altamente tossiche, in più ad essi si sommava la contaminazione con TCDD (tetracoloridebenzo-p-diossina), ritenuta responsabile di malattie ed handicap presenti nell’individuo fin dalla nascita. La sostanza, infatti, è in grado di provocare danni gravissimi alla pelle, al cuore, ai reni, al fegato, allo stomaco ed al sistema linfatico. Per di più, risulta cancerogena sia per l’uomo che per gli animali ed un altro grave rischio che porta è la malformazione dei feti umani, con nascite di bambini mutilati, gravemente deformi o morti.
L’operazione, così, fu arrestata.

L’Agente Acido, dunque, fu utilizzato solo dal 1960 al 1970, ma vista la sua composizione e considerato il tipo di guerriglia tanto è bastato per produrre numeri piuttosto impressionanti: 10 anni di campagna, 20.000 raid, 5 milioni di acri di foreste colpiti, 500.000 acri di raccolto gravemente danneggiati o distrutti, 400.000 morti per intossicazione e 500.000 bambini nati con disabilità a causa delle intossicazioni da Agente Arancio.

Sono trascorsi 40 anni dalla guerra del Vietnam, ma le cicatrici – fisiche e psicologiche – sono ancora ben visibili. Sono esplose bombe, si sono consumati raid, agguati, i bombardamenti chimici hanno letteralmente polverizzato una nazione, ma sono tutti eventi avvenuti in un istante che hanno poi lasciato una scia emotiva di devastazione. I morti sono morti e quelli non li porta indietro nessuno, l’Agente Arancio, invece, è rimasto lì e continua la sua guerriglia silenziosa, trincerato in ogni angolo possibile del Vietnam del Sud. Bambini con gravi handicap e dalle forme, talvolta, inumane nascono nell’istante in cui questo articolo viene letto, perché le mutazioni genetiche acquisite dalle persone contaminate si trasmettono alla loro discendenza.
Di sicuro, le conseguenze della diossina sul corpo umano sono mostruose, ma l’aspetto più atroce è prendere coscienza del fatto che la situazione è ormai sfuggita di mano e che non si può fare altro, se non aspettare che la natura faccia il suo corso.

I figli dell’Agente Arancio