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Eroica Fenice

fleur

Fleur, e a Napoli arriva la magia

17:30 – ingresso della Metro, stazione Toledo: aspettiamo Fleur.
Napoli, come ogni giorno, è un ritratto a tinte accese di vita spensierata e caotica: fila interminabili di ragazzine dinanzi ai negozi armate di carta di credito e fidanzati docili disposti al ruolo d’accompagnatore e portabuste; visini strappalacrime di bambini che scuotono le braccia della madre ripetendo «comprami le caramelle, comprami le caramelle!»; uomini addormentati al ciglio dei marciapiedi su coperte di cartone umido o seduti con le gambe portate al petto ed un dito proteso ad indicare un piattino, sempre troppo vuoto; ragazzi spavaldi ornati di ogni sorta di collane ed orecchini, in un trionfo di stravaganza, un bisogno di ribellione; bambine che stringono tra le mani, quasi fosse un tesoro, un tiepido pezzo di pizza, poco curanti delle gocce d’olio che piovevano sulle loro scarpe necessariamente fucsia… la Napoli d’ogni giorno, la Napoli sempre viva, sempre bella, la Napoli che, quando vuole, sa esserlo ancora di più: più bella, più viva, più incantevole.

A creare il miracolo è stato un gruppo di giovani artisti di strada chiamato Baracca dei buffoni: abiti chiari, volti sorridenti, ombrelli dal gusto antico e gambe lunghe quanto tronchi d’albero; musica dolce e ipnotica come quella che si libera da un carillon per accompagnare la danza di una ballerina in punta di scarpette; melodia armoniosa per accompagnare la parata di quattro attori-ballerini e del loro capofila, quasi un burattinaio buffo e goffo che provava a coordinarne i movimenti.

Uno spettacolo emozionante per la sua semplicità, la sua spontaneità, la sua sorprendente capacità di incantare con poco, con piccoli passi maldestri, pochi gesti sinuosi. La baracca dei buffoni è stata in grado di portare stupore a Napoli senza bisogno di stratagemmi o marchingegni complessi. Non ha avuto bisogno di creare illusioni né di innescare la caccia al trucco, la gara a chi capisce prima l’inganno. Tutto perché non c’erano inganni, ne trucchi – ad eccezione di quello che serviva a rendere ben rosee le guance piene degli attori, o meglio, artisti. Non c’era strategia, c’era solo magia. C’erano sorrisi gentili, musica e colori. C’era spettacolo, incanto e profumi dolci da far venire l’acquolina in bocca e il sereno in cuore. C’era profumo di fiori e c’era un campo di fiori, proprio su Via Roma, a partire da Metro Toledo, alle ore 17 e 30. Prima che l’orologio scandisse l’ora, c’era strada, rumore, ragazzine in fila, vecchi addormentati, ragazzi ribelli, bambini capricciosi, bambine golose; dopo, c’era La baracca dei buffoni, la baracca dei fiori belli, degli artisti appassionati, dei maghi in grado di cambiare la realtà. 

Grazie a loro, grazie a Fleur, la strada diventa prato

e Napoli diventa Magia.

Fleur, e a Napoli arriva la magia – Eroica Fenice

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