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Eroica Fenice

Francesca: appendice al Canto V Infernale

<<La bocca mi baciò, tutto tremante

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo innanzi…>>

Mentre lo spirito questo disse

l’altro piangeva; sicché di pietà 

io venni mosso…

E mentre col mio Maestro mi volgevo a proseguire il mio cammino

fui attratto da un guizzo, e mi voltai :

Francesca si era assisa e mi fissava.

Sciolta la stretta eterna dell’amoroso abbraccio

per la prima volta nell’Infinito Tempo

sospeso Paolo, trascinato dal turbinio incessante,

solo Francesca ne era immune, immobile in quel punto.

Mi guardava… i suoi occhi lumi vuoti

eppur accesi. Dir non so

qual viso avesse, ma io tremai.

fiera e sdegnosa mi guardava a un tempo

senza chinar la testa. Pareva vampa.

<<“pietà” dicesti, per noi, gentile amico,

ma pietà è quella che ti vedo dentro gli occhi

 o forse biasimo?

Peccai per troppo amore, e lo confesso

Eppure ho amato…

Giovinetta venne il tempo che il mio dover facessi:

Mi maritai; poi venne Amor, nella person di questi.

Perché fui donna, umana stirpe

Ed ebbi fame ed ebbi sete

E sonno, e freddo.

Tu dici “Colei che a compier questo viaggio mi dimanda

Io l’amo” e qual è la prova del tuo amore?

Cosa per lei soffristi?

Per lei facesti versi? Ma odi e canti per te facesti,

Alla tua gloria.

Amore è sacrificio, amore è dono, è sommo bene

Amore genera beneficio. Tu

Quale beneficio le portasti?

Chi in Terra amar non seppe

Il Mondo rese meschino.

Se il falso dico il Re che Tutto regge

Mi trascini.>>

Così parlò, e poi, con somma sfida

Volgendo gli occhi in alto

Come prendendo il volo

Si diede al vento

Finché l’altro non raggiunse, nuovamente, in amoroso abbraccio.

Turbato nella mente e ottenebrato

Io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

Francesca: aappendice al Canto V Infernale – Eroica Fenice