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Eroica Fenice

Francesco Puccio porta in scena Il circo blu

Francesco Puccio porta in scena Il circo blu

Per la stagione di musica e teatro “Live in villa Di Donato” e per il progetto “l’Antico fa testo“, Francesco Puccio ha portato in scena il 28 ottobre 2016 “Il circo blu”.

Chagall in una New York del 1941, sfuggito alla guerra, si scontra con alcuni artisti di strada che creano un contrasto con la realtà della Wall Street dell’epoca, ponendosi in contrapposizione con i dogmi del futurismo e della crescita della città, basata sui pilastri dell’economia che da qualche decennio era entrata nel nuovo secolo. L’opera teatrale riesce a dare un’immagine metaforica ai grandi interrogativi del nostro tempo. Con le voci degli attori Giacomo Casaula, Antonio Coppola, Germana Di Marino, Alessandra Ranucci e Rosario Volpe, si sentono parlare Chagall ed i suoi ricordi provenienti dalla Francia, che il pittore ha dovuto abbandonare per la guerra.

L’opera portata in scena da Francesco Puccio a Villa Di Donato, cerca di colmare l’assenza del gusto di raccontare senza scadere nell’ovvio, senza percorrere vie già battute. Ne “Il circo blu” non sono presenti dei tableaux che mostrano i quadri di Chagall, bensì i pensieri che hanno accompagnato la sua vita.

Dal Circo blu, alle illustrazioni per le favole di La Fontaine, arrivando al Don Chisciotte, il fil rouge viene integrato in maniera organica dalle coreografie di Claudia Lo Casto, che con la cura per le musiche di Ernesto Tortorella rendono lo spettacolo completo. Lo spettatore viene accompagnato per comprendere al meglio i pensieri dell’artista, che purtroppo vive come un continuo travaglio la sua esistenza in un luogo che non gli appartiene.

In accordo con il progetto  “l’Antico fa testo”, Francesco Puccio ci spiega quali sono i fini ai quali mira il suo lavoro

«Il mio principale obiettivo, come autore di drammaturgie originali e come regista, è la ricerca di una visione sempre nuova del mondo che racconto nei miei spettacoli, attraverso una ricerca che, pur salvaguardando le categorie del mondo antico, tenga ben presenti i temi fondanti della società contemporanea. La commistione del teatro del corpo con quello di parola e l’interazione dei linguaggi della danza e della musica sono i punti di riferimento della mia ricerca artistica».

L’Antico fa testo è un progetto a cura di Francesco Puccio e si avvale della consulenza scientifica e didattica della professoressa Donatella Puliga. Gli articolati laboratori vengono allestiti per la finalizzazione alla creazione di drammaturgie originali e nasce da una riflessione sull’antropologia del mondo antico da un lato e sull’antropologia teatrale dall’altro.

Il Circo Blu, Chagall e le sue opere nella vita tragica, perchè “l’Antico fa testo” ha scelto di avvicinarsi alla metafora raccontata da questo spettacolo?

«Gli argomenti che vengono trattati nei miei spettacoli riguardano principalmente le categorie del mito antico ma, più in generale, i grandi temi dell’esperienza umana. Non è la prima volta che ci siamo confrontati con personaggi significativi della storia e della filosofia, dell’arte e della musica, da Giotto a Verdi, da Mirò a Voltaire. Di qui, anche l’indagine sull’universo artistico di Chagall e sulle visioni del suo genio artistico che hanno reso lo spazio onirico il tessuto privilegiato della nostra ricostruzione teatrale».

Come si riesce ad organizzare uno spettacolo riuscendo a tener presenti gli obiettivi del progetto?

«L’organizzazione di uno spettacolo teatrale è sempre un’esperienza complessa, lunga, talvolta molto faticosa, che deve tenere conto di numerose variabili, dai fattori economici a quelli strutturali, dalle esigenze degli attori e delle maestranze alle dinamiche che si attivano in fase di montaggio del lavoro. E il fatto che ogni spettacolo, per quante volte lo si possa provare, non si ripeterà mai uguale a se stesso, è un elemento di autentica specificità e senza dubbio, di fascino indiscusso, benché costituisca al contempo una sfida da affrontare con la massima attenzione».

Francesco Puccio continua spiegando che “l’antico fa traduzione”, “l’antico fa scrittura”, “l’antico fa teatro” e “l’antico fa monumento”, costituiscono le quattro fasi del progetto ed il percorso necessario di un’attività di formazione e di ricerca che pone al centro il processo più che il prodotto, a partire da uno studio approfondito della lingua e delle culture antiche per giungere, attraverso il linguaggio composito del teatro, all’attraversamento del luogo archeologico e museale come spazio d’arte.

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