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Eroica Fenice

Green Hill: arriva una sentenza storica

La sentenza che arriva dal tribunale è più che chiara.

I tre indagati Ghislane Rondot, gestore dell’allevamento, Renzo Graziosi, veterinario, e Roberto Bravi, direttore dello stabilimento, sono stati condannati, i primi due, a un anno e sei mesi di reclusione ed un anno più le spese processuali per il direttore.

Per chi non ricorda la questione “Green Hill”, questa fu suscitata da alcuni animalisti e poi seguita, in primis, da Striscia la Notizia, con vari servizi, e successivamente da Giulio Golia delle Iene, che scoprirono un allevamento di beagle che effettuava sui poveri cuccioli esperimenti crudeli e senza alcun tipo di tutela per gli stessi.

Il canile, situato a Brescia,  accoglieva più di 2.700 cuccioli destinati alla sperimentazione in vivo ed apparteneva alla catena “Marshall” che era diventata negli anni la più grande fabbrica di cani da laboratorio al mondo.

Il beagle Marshall è divenuto, addirittura,  uno standard di varietà.

Il 2 febbraio 2012 alla Camera venne approvata con larga maggioranza la norma, scritta dall’onorevole (ai tempi del fatto)  Vittoria Brambilla, che vietava e vieta attualmente, in tutta Italia, l’allevamento di cani, gatti e scimmie destinati alla sperimentazione in vivo.

Gli esperimenti condotti erano di natura a dir poco aggressiva e crudele: si parla infatti di ustioni, di inalazione di fumo da sigaretta e simili.  

Con la successiva liberazione dei cuccioli, questi furono affidati a migliaia di famiglie pronte ad accoglierli in una calda dimora, nella speranza di riuscire a far dimenticare, per quanto possibile, i traumi subiti dalla crudeltà dell’uomo, lo stesso capace di donare amore e terrore.

L’ex ministro Brambilla si dice soddisfatta della sentenza che annuncia come “sentenza storica”  e che vede condannati penalmente 3 persone, e dunque il rispetto del principio secondo cui, anche nel contesto di massimo sfruttamento economico e per scopi scientifici, gli animali vanno rispettati e tutelati, come prevede la legge.

La sentenza sembra però essere troppo misera per quegli animalisti che hanno lottato sin dalla scoperta di questo “canile-lager” e che, probabilmente, ricorreranno in appello per una sentenza più dura.  

 -Green Hill:  arriva una sentenza storica –