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incendio campo rom a Casalnuovo

Incendio al campo rom: corteo di solidarietà a Casalnuovo

Lo scorso lunedì, un campo rom tra Casalnuovo e Afragola ha preso improvvisamente fuoco. Due uomini, stando alle testimonianze di chi si trovava sul posto, sono arrivati su una jeep grigia, armati di fuoco e benzina e hanno appiccato l’incendio.

L’incendio di Casalnuovo è durato ore e ore, anche a causa dei pochi mezzi a disposizione dei Vigili del Fuoco per domarlo. Un incendio così terribilmente grande da avvolgere in una nube di fumo tossica buona parte della provincia napoletana e anche le zone collinari della città stessa. A bruciare, infatti, anche moltissimi rifiuti speciali, tra cui copertoni e lamiere. Ma non si tratta solo di un enorme disastro ambientale, di quelli che chi vive in Campania è stato abituato negli anni a subire quasi quotidianamente. Molti uomini, molte donne e molti bambini hanno rischiato la vita tra quelle fiamme, a causa di un utilizzo feroce della violenza, volto a distruggere la vita di chi è “diverso”, di chi è marginalizzato.

Come se non bastassero le condizioni di povertà e indigenza che queste persone vivono a causa dell’assenza di vere politiche di integrazione e accoglienza” – denunciano gli attivisti di Un Popolo in Cammino, il movimento che ha lanciato un presidio di solidarietà al campo rom. Poi proseguono: “è il momento di manifestare sin da subito il nostro rifiuto a ogni forma di razzismo e violenza. Conosciamo bene i legami pericolosi che ci sono sui nostri territori tra razzismo e camorre. Un legame pericoloso che un giorno sfrutta le persone per i propri interessi e l’altro fa propaganda razzista“. 

Il presidio (poi sfociato in corteo) si è spostato nel tardo pomeriggio di ieri dalla stazione della circumvesuviana di Casalnuovo e ha raggiunto in qualche ora il campo rom. Un corteo partecipato da diverse anime: sindacati, organizzazioni studentesche, centri sociali, associazioni contro le mafie, anti-fasciste, anti-razziste, comitati ambientali e tante comunità (senegalese, srilankese, palestinese, nigeriana, per citarne qualcune).

Incendio al campo rom di Casalnuovo: le testimonianze

Una gruppo di persone scampate all’incendio si è accampato nei pressi del campo. “Altri sono andati in un altro campo qui vicino, dove avevano amici e parenti. Altri sono accampati nelle terre come noi” – racconta Mario. Nelle terre, senza cibo, né luce, né acqua. Con loro ci sono donne e bambini. Uno di loro racconta: “Ci hanno detto che se ritorniamo nel campo ci incendiano di nuovo“. Nell’incendio hanno perso tutto ciò che possedevano, dai vestiti ai soldi. Nessuno dovrebbe mai vivere con la paura che il proprio tetto, seppur pericolante e fatto di lamiere, possa prendere fuoco. Nessuno dovrebbe mai dormire in un campo su cui si sono riversate polveri tossiche. Nessuno dovrebbe mai vedere quindici anni della sua vita andare in fumo. Nessuno dovrebbe mai vivere senza luce e acqua. Nessuno dovrebbe mai vedersi privare della propria dignità di uomo o di donna.

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