Seguici e condividi:

Eroica Fenice

incidenti d'auto

Incidenti automobilistici causati dall’alcol: si possono evitare?

Quanti incidenti automobilistici vedremo ancora? Quanti ragazzi dovranno morire per strada prima che tutti imparino a non mettersi al volante dopo aver bevuto? E soprattutto perché molti guidano quando non sono in grado di farlo? Sono domande che si sono fatti in molti. Molti genitori, molti fratelli, sorelle, amici. Persone che hanno perso qualcuno a causa di incidenti automobilistici mortali.

Ho preso la patente a 19 anni e non ho mai guidato dopo aver bevuto. Sono quello che si definisce autista sobrio designato o ‘Bob’. Non vuol dire che non mi piaccia bere uno o due cocktail con qualche amico. Semplicemente se sono io a guidare non bevo. E basta. Sembra un’affermazione semplice, al limite dell’ovvietà. Ma non è così. Altrimenti non ci troveremmo a dover compiere una riflessione del genere. 

Si potrebbe controbattere dicendo che i limiti al consumo di alcolici previsti dal codice della strada sono un po’ allarmisti, che nessuno può ubriacarsi con limiti così eccessivi. In alcuni casi è vero. In altri no. Non stiamo parlando di rispetto del codice, stiamo riflettendo sugli eccessi di chi mette a rischio la vita propria e altrui. 

Abbiamo avuto tutti 18 anni e sappiamo cosa vuol dire trovarsi in una situazione – una serata in un locale, una festa in discoteca – in cui i tuoi amici alzano il gomito e l’umore collettivo è ‘alticcio’. Non c’è nulla di male in questo, fino a quando non c’è nessuno che si fa male. Come fare a spiegare ai neo-patentati che la loro vita, – e quella dei coetanei e amici che scarrozzano nelle notti della movida – che la presa in giro per non aver bevuto insieme agli altri non vale il rischio? Come far capire ai giovanissimi che se un amico ti prende in giro perché vuoi riportare te stesso – e lui – a casa senza rischi forse non bisogna bere, ma cambiare amico?

Ci stanno pensando i fondatori e gli iscritti all’associazione benefica ‘XV maggio MMXI’. La data è quella dell’incidente in cui hanno perso la vita Gianmaria De Gregorio, Gianluca Del Torto e Oliviero Russo, tre ragazzi poco più che diciottenni, precipitati da un tornante di Via Petrarca a Napoli. L’incidente turbò tutta la città e l’opinione pubblica e ispirò la nascita, dopo circa due mesi, dell’associazione a loro dedicata. Attualmente si contano circa 300 iscritti che promuovono l’educazione stradale e altre attività sul territorio. L’ultimo progetto che hanno curato si chiama ‘Life addicted: think and drive’ ed è rivolto a 100 ragazzi napoletani che il 26 e il 27 maggio hanno seguito un corso di due giorni sul circuito di Vallelunga (Roma), per imparare cosa è meglio fare e non fare quando ci si mette al volante.

– Incidenti automobilistici causati dall’alcol: si possono evitare? – Eroica Fenice