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Eroica Fenice

Ipazia la sublime. Angela Iacobucci presenta il suo libro

Ipazia la sublime. Angela Iacobucci presenta il suo libro

Ipazia la sublime, libro di Angela Iacobucci, edito dalla casa editrice Circus (2012) e pubblicato con il contributo della Consigliera di Parità della Provincia di Benevento, Immacolata di Sunno, è stato presentato a Guardia Sanframondi (BN), sabato 6 maggio, alle ore 18.00, presso il Municipio comunale, in occasione dell’evento “Le donne si raccontano”

Dopo l’accoglienza da parte del Sindaco, Floriano Panza, un’introduzione di Filomena Prete, Presidente ACLI Guardia, ha posto l’attenzione sulla violenza femminile e sui condizionamenti sociali che frustrano le aspirazioni e l’essere stesso delle donne di oggi e dei secoli scorsi, percepite a volte dagli uomini come pericolose perché libere e, per questo, bisognose di una “lezione” che le riporti al loro opinabile archetipo di “moglie-madre-essere inferiore all’uomo”.

Sulla scia di questo argomento, ha preso la parola una emozionatissima ed estremamente competente prof.ssa Angela Iacobucci, originaria di Guardia Sanframondi e da sempre impegnata nella valorizzazione delle competenze femminili in ambito scientifico, tanto dall’aver
pubblicato, a scopo didattico, una rassegna biografica delle donne cui è stato riconosciuto il Premio Nobel  e di quelle che lo avrebbero meritato, “Donna e Scienza”. La scrittrice ci ha presentato la SUA donna libera, Ipazia, ed ha conquistato il pubblico già dalle prime parole.

I saluti del Sindaco e della Consigliera Giulia Falato hanno concluso il piacevole pomeriggio.

Ipazia la sublime” di Angela Iacobucci esprime già nel suo titolo tutta la sua specificità.

Testo corposo, esaustivo, con periodi corti e una sintassi semplice, da assaporare lentamente, lasciandosi trasportare nell’atmosfera dell’antica Alessandria d’Egitto del IV secolo d.C., non ha una trama continuativa ma tutto il contenuto è volto a scoprire il mistero in cui è avvolta la protagonista ed a rompere il silenzio che la circonda, catturando il lettore pagina dopo pagina.

La Iacobucci si imbatte nella storia di questa straordinaria donna quasi per caso. Per incuriosire le sue giovani allieve del Liceo Linguistico ed avvicinarle alle scienze dure ed al ruolo delle donne all’interno di queste discipline, scopre un epigramma di Pallada, poeta e grammatico greco che visse il IV ed il V secolo d. C., raccolto nell’Antologia Palatina, che recita “Ipazia sacra, bellezza delle parole, astro incontaminato di sapiente cultura”.

Ma chi è Ipazia?

Mente eclettica, geniale, nasce “libera” e cresce immersa nella cultura tra le sale del Museo e della Biblioteca di Alessandria d’Egitto, la provincia più prestigiosa dell’Impero romano, perché dirette da Theone, suo padre. Discute da pari con gli storici, gli scienziati, i filosofi e i poeti più illustri del suo tempo e, giovanissima, diventa Caposcuola della Scuola Neoplatonica di Alessandria, l’unica a potersi contrapporre a quella di Atene e, per alcuni, superarla. Si dice fosse solita indossare il Tribon, il mantello del filosofo, e scendere con disinvoltura per strada per spiegare i principi neoplatonici a quanti volessero udirla e consigliò su questioni di etica civile molti politici del suo tempo. 

Donna straordinaria, dunque, matematica, astronoma, scienziata, filosofa, consigliera politica, le viene attribuita l’invenzione dell’idroscopio e forse dell’astrolabio e la redazione di alcuni contributi speculativi importanti ma nulla è stato ritrovato dei documenti che presumibilmente le si attribuisce e le testimonianze che abbiamo di lei sono lacunose ed indirette e la citano in maniera funzionale ad altri eventi.

Ipazia, martire inconsapevole e sconosciuta.

Un essere rivoluzionario, tuttavia, che non poteva non inciampare nella Storia che avanzava con le sue trasformazioni e le sue tensioni sociali e religiose.

Non poteva non spaventare la sua fertilità di pensiero in un corpo di donna, la sua libertà intellettuale, l’etica che la rese sempre coerente con i principi della filosofia che predicava.

Non poteva vincere contro un mondo che non era ancora pronto per la sua modernità e per questo la fecero tacere per sempre ed eliminarono tutte le testimonianze del suo passaggio sulla Terra, condannandola alla damnatio memoriae.

Opera avvincente “Ipazia la sublime” di Angela Iacobucci, accattivante, perfettamente elaborata e decisamente consigliabile. Lo stile scorrevole, rispettoso delle informazioni storiche ma mai noioso, contribuisce a renderlo un ottimo prodotto letterario.

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