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Eroica Fenice

Istituto italiano per gli Studi Filosofici

Istituto italiano per gli Studi Filosofici – Per salvare la storia

Salvare l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli

Tornassimo indietro nel tempo, saremmo tutti degli eroi.
Potessimo sfiorare il passato, lo plasmeremmo secondo migliori forme.
Ci piace pensare che se fossimo vissuti noi, al tempo delle sanguinose ingiustizie della storia, le cose sarebbero andate diversamente perché noi avremmo fatto in modo che ciò accadesse. Avremo liberato prigionieri, lottato a favore degli emarginati, difeso chi ingiustamente veniva accusato, protestato contro leggi ignobili, convenzioni assurde, superstizioni folli. Avremo cambiato la storia, se avessimo potuto.
Perché, in fondo, il tempo della fantasia non è solo il futuro, ma anche il passato.

È solo il presente che non dà spazio al nostro ego. Perché nel presente, ogni parola è una promessa, e la promessa non può rimanere parola, necessita di diventare fatto.
E allora preferiamo non guardare, chiudere gli occhi alla storia di oggi, aspettare che diventi storia di ieri per poter fare qualcosa, per poter piangere su una situazione che non può cambiare, per indossare gli abiti del lutto nazionale.

Allora c’era una volta, in bianco e nero, sui libri di storia, un uomo e i suoi libri. L’uomo si chiamava Gerardo Marotta, ed era un avvocato – filosofo consacrato al fuoco della cultura, padre e presidente dell’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Possedeva una marea di libri, troppi per esser mare quieto, e che non erano soltanto suoi. Tuttavia la cultura non ha bisogno di esser condivisa, può appartenere a tutti, dunque erano i suoi libri.

Storia, filosofia, arte, memorie: tutto era contenuto tra quelle pagine, sedute in comodi scaffali siti al Palazzo Ducale Serra di Cassano, sul promontorio di Pizzofalcone. Poggiati lì, al servizio di quell’uomo e di altri uomini, al servizio di chi voleva, chi della cultura ha sempre fame e non si sazia mai. Un baluardo di cultura, una preziosa stilla di passato, un microcosmo di saggezza, un patrimonio inestimabile, uno sfratto.

Un foglio di carta, un’imposizione, una mancata alternativa, e la marea di libri divenne fiume stanco. Attraverso gli stretti vicoli di Napoli, accompagnati dal loro uomo, i libri scesero giù fino alla foce, un capannone industriale di Casoria, nell’ex manicomio Bianchi e nell’Istituto professionale Colosimo per ciechi. Nulla poté Gerardo Marotta, che pur tentò di salvarne in maggior numero, vendendo ogni suo bene.

A causare la fine dell’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dell’esperienza dell’avvocato filosofo, e della marea di libri, furono i soldi. Furono interrotti i fondi, tagliate le spese dello stato e bloccato il denaro necessario per mantenere in vita quella preziosa iniziativa.
Ma, se fossimo stati lì, noi avremmo salvato quell’Istituto. Avremo sostenuto il suo personale, avremo teso una mano all’uomo, avremo ridato linfa ai libri.
Ma, noi possiamo. Per una volta, possiamo anticipare il rimpianto, dire e promettere e fare.

Possiamo salvare l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli

Ora, e non poi, e non magari.
Ora, siete tutti invitati, lunedì 30 maggio, alle ore 20.30, al Teatro Politeama, in via Monte di Dio 80.
Ad aspettarvi ci sarà il maestro Daria Candela che eseguirà al pianoforte musiche di Domenico Cimarosa, lo scrittore Maurizio de Giovanni che leggerà in anteprima brani tratti dal suo nuovo romanzo, il Quartetto ‘‘Savinio’’ che eseguirà musiche di Mozart. Le prenotazioni si ricevono presso la segreteria dell’Istituto per gli Studi Filosofici, in via Monte di Dio 15, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00.
Per l’ingresso sarà gradita una donazione di 20 euro.
Un piccolo contributo per evitare una grande perdita.
Un piccolo contributo perché se potessimo tornare indietro li avremo aiutati, perché possiamo e li aiutiamo.

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