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Eroica Fenice

Italia’s got talent: il governo Renzi cerca giovani talenti

Italia’s got talent: il governo Renzi cerca giovani talenti

Non è il titolo di un altro talent show in onda in prima serata. È piuttosto l’ennesimo atto di una commedia dell’arte, in cui gli stereotipi sono talmente ben delineati che il copione lascia presto spazio al canovaccio. La trama è semplice, sintetica, ridotta all’osso: ma il successo, dopotutto, dipende dalla bravura degli interpreti. C’è chi dice che la ricetta – neoliberista- del successo contenga un ingrediente fondamentale: il pensare in grande. E in effetti, investire ben 450 milioni di euro in quello che è stato definito lo “Student Act” (l’atto successivo al Job Act, ndr) non premia l’inventiva, ma almeno scandaglia l’ambizione.

La nuova Legge di Bilancio di Renzi e il diritto elitario all’istruzione

Mentre il premier Matteo Renzi annuncia che la nuova Legge di Bilancio sarà pronta entro la fine della prossima settimana, cominciano a profilarsi più o meno chiaramente una serie di nuove misure che saranno introdotte, per privilegiare solo alcune fasce sociali a scapito di altre e, soprattutto, a scapito del diritto allo studio.

Tout court, si parla di un vero e proprio processo di (boy) scouting, del costo di 10 milioni di euro, mirato ad individuare 500 “gifted” o “plusdotati” tra i liceali o, comunque, tra gli studenti delle scuole medie superiori. Lo Stato si impegna ad “adottarli”, mettendo loro a disposizione un assegno mensile, nonché  un tutor e la possibilità di proseguire gli studi all’estero. Come se, sul banco libero e liberista del mercato, anche il talento fosse una merce da esporre a dovuto – e caro – prezzo, e da esportare a piacimento, se non altro per un prestigio di facciata che si scontra pericolosamente col degrado degli interni.

Il classico pattume nascosto sotto il tappeto pregiato.

Piccoli geni crescono. E gli altri?

Già, perché mentre ci si chiede (lecitamente, peraltro) in cosa consisteranno precisamente quegli “indicatori meritocratici” utili al riconoscimento dei piccoli geni, se non altro per amor di trasparenza e al netto di ogni malafede nello scenario distopico de “la buona scuola”, sono gli studenti esclusi dall’olimpo, arroccato sul pendio impervio della scalata al successo, l’oggetto diretto di una riforma che mira a esacerbare il dissidio sociale, anziché a  risolverlo almeno in parte.

Si torna a parlare, infatti, del “bonus cultura”, un investimento di altri 290 milioni che sarà inserito nella sopracitata Legge di Bilancio.

Già annunciato da Renzi la scorsa primavera e avviato in questi giorni, il bonus sarà destinato ai soli diciottenni: una sorta di Postepay con 500 euro di credito distribuita da Poste Italiane, utilizzabile nelle librerie, nei teatri e nei musei per invogliare i circa 570 mila ragazzi che compiranno il diciottesimo anno di età entro il 31 dicembre 2016 ad “investire” in arte e cultura. Almeno fino al 31 dicembre 2017, quando questa possibilità sarà poi loro preclusa. Insomma, per frammentare ulteriormente un jigsaw-puzzle in cui già mancano i pezzi, dal requisito meritocratico si passa a quello anagrafico. Non sia mai a qualcuno possa venire il dubbio che la cultura non sia, in fondo, prerogativa di pochi eletti.

Lo “Student Act” e i premi di consolazione

Se l’oro e l’argento sono già stati assegnati, sul podio rimane spazio soltanto per la medaglia di bronzo. A questo punto si tratta del cosiddetto “contentino”, un piccolo premio di consolazione che anche quest’anno prevede lo stanziamento di 50 milioni al Fis (Fondo Integrativo Statale), per il diritto allo studio. Una cifra davvero iniqua, rispetto a quella complessiva di 450 milioni prevista dall’intero piano “Student Act”. Sostanzialmente, saranno assegnate una manciata di borse di studio fino a 15 mila euro l’anno per studenti “meritevoli” e con un reddito basso, con l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie per quanti presenteranno una dichiarazione ISEE  compresa tra i 12mila e i 15mila euro.

Considerate le nuove modalità di presentazione della dichiarazione, che avevano già suscitato scalpore in un passato nemmeno poco recente, per ottenere un minimo beneficio la soglia dovrebbe essere innalzata almeno a 20 mila euro.

Ma si sa, per essere davvero completo, il quadro disastroso del sistema scolastico italiano non può che essere (s)venduto al miglior offerente con una cornice in oro.

Rigorosamente placcato.

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