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Jobs Act o Loi Travail: in Francia è protesta evi

Loi Travail o Jobs act: in Francia è protesta

Da un paio di mesi, in Francia, non si fa che discutere della nuova Loi Travail o Riforma del Lavoro, presentata i primi di marzo e approdata verso la sua fine al Consiglio dei ministri francese. Nemmeno il tempo di essere valutata che il 9 marzo la popolazione francese ha manifestato contro il progetto del governo, ribattezzato “Jobs Act alla francese” per i punti d’incontro con quello presentato dal governo Renzi in Italia.
Punti cardine della proposta sono: l’aumento delle ore medie lavorative sia giornaliere che settimanali in base a particolari contesti situazionali; stabilire un “conto personale di attività” che permetta di trasferire i diritti assistenziali, previdenziali e sanitari acquisiti da un posto di lavoro all’altro anziché perderli; salvaguardare il diritto alla disconnessione, ovvero di non essere subissati di telefonate, messaggi o mail al di fuori dell’orario lavorativo.

I francesi che si oppongono al testo di legge vi vedono una maggiore libertà nei licenziamenti aumentandone il ventaglio di cause, oltre a trovare “vergognoso” il dover rinunciare al limite settimanale da sempre invidiato in molti Paesi. Lo straordinario si manterrà ai minimi termini, se non addirittura ulteriormente schiacciato. Insufficienti le promesse del Primo Ministro francese Manuel Valls, promotore della proposta di legge, che prevedono la sua riformulazione «al fine di evitare che i grandi gruppi possano provocare artificialmente difficoltà economiche nei loro stabilimenti francesi per giustificare i licenziamenti».

Ferrovie, trasporti locali, aerei, raffinerie: proteste che per la Loi Travail stanno paralizzando un Paese a ridosso degli Euro 2016

Il 10 giugno si terrà l’inaugurazione degli Europei di calcio 2016 e le trattative sono necessarie a fronte di un intero paese che in due mesi si sta completamente paralizzando. Manifestazioni in strada, “scioperi illimitati” indetti dai macchinisti delle Sncf, la compagnia delle ferrovie, blocchi delle raffinerie che hanno dovuto vedere l’intervento delle forze dell’ordine per riaprire i rifornimenti di benzina, bus e metro bloccati a Parigi dalla Ratp, la municipalizzata del trasporto pubblico. Le uniche due situazioni in cui, nella storia francese più recente, si sono visti simili sviluppi sono stati la protesta contro il contratto di inserimento giovani, Cpe, del 2006, e quella contro la riforma delle pensioni del 1995.
Situazioni, però, che vedevano al potere la destra, mentre questa volta si scontrano la sinistra dei sindacati e quella al governo.
Il Segretario generale della Cgt (Confédération générale du travail) Philippe Martinez ha annunciato intanto di essere riuscito a comunicare con il Premier francese Valls, senza entrare nei dettagli: che sia questo l’inizio di una trattativa è auspicabile, seppure il governo d’Oltralpe sembra non voler cedere in alcun modo su alcuni punti, ritenendo la Loi Travail “un testo progressista utile al Paese”.

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