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Eroica Fenice

“La gente di Napoli” ci mette la faccia

Raccontare Napoli attraverso i volti e le idee di persone comuni e non, vederla tramite gli occhi dei suoi abitanti o di coloro che per un qualsiasi motivo si sono trovati ad avere a che fare con lei, descriverla nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni. È questo l’obiettivo principale del progetto “La gente di Napoli- Humans of Naples”,  cogliere la maggior parte di sfaccettature possibili di una città quantomeno articolata e complessa, e farlo attraverso i volti e i pensieri immortalati dalla macchina fotografica del giovane Vincenzo De Simone, ideatore e realizzatore degli scatti e del progetto.

Cos’è La gente di Napoli

Il progetto, ormai già alla II edizione, nasce sulla scia del famosissimo format Humans of New York, ma viene reinterpretato e contestualizzato da Vincenzo che rende protagonisti non solo le persone immortalate, quanto il loro rapporto con la città di Napoli. La mostra, che potrebbe chiamarsi anche La gente su Napoli, sperimenta un modo nuovo di indagare la realtà attraverso la partecipazione diretta e attiva delle persone fotografate, che esprimendosi davanti l’obiettivo contribuiscono a creare non una, ma decine di riflessioni sulla realtà che li circonda. Vengono fuori da questo progetto sono storie di persone molto diverse tra loro ma accomunate dal legame, più o meno diretto, più o meno positivo con la città. Vincenzo chiede ai suoi soggetti cosa significhi essere napoletano o vivere a Napoli e, quando trova persone che non lo sono o non ci vivono, qual era la loro idea sulla città e che riscontro hanno avuto. La mostra mette  così in evidenza i diversi aspetti della città, raccoglie tante opinioni di bellezza e amore ma non risparmia e non censura le critiche, i problemi, le cose che non vanno. Nessun soggetto esprime indifferenza, questo è poco ma sicuro. C’è un po’ di tutto: gli innamorati persi, quelli che la guardano e sorridono amaramente, i pessimisti e i moderati, quelli che restano e gli altri che se ne vanno ma vorrebbero restare, quelli che vogliono fare qualcosa per cambiare le cose. In mostra anche volti noti, politici, artisti, personaggi dello spettacolo, fra i tanti Toni Servillo, Ludovico Einaudi, Sergio Assisi, Giuseppe Tornatore, che lasciano le loro impressione e raccontano le proprie esperienze. 

“La gente di Napoli” si presenta come un progetto fatto e creato da napoletani che vogliono raccontare come stanno davvero le cose, liberi dai classici pregiudizi e stereotipi, negativi o positivi che siano. Si cerca di capire e riconoscere quali sono le risorse e i limiti della città e da questi limiti e punti di forza partire per migliorare la situazione. Non c’è modo migliore per parlare di questa Napoli che dando volto e voce agli occhi e alle parole di tutte le persone che la attraversano. Anche per questo motivo il progetto non ha nessuna intenzione di fermarsi. Vincenzo De Simone anticipa che ha vuole andare oltre, addentrandosi nelle realtà più difficili e meno ascoltate della città, incontrando e dialogando con il suo lato multietnico e multiculturale. Vincenzo ci rivela che per lui Napoli è come un calderone gigante, e che vivere qui significa un po’ vivere il mondo intero. E questo mondo è proprio quello che vuole raccontare con il suo progetto  che piace per la sua semplicità e spontaneità e che per questo continua a crescere e a raccogliere adesioni. 

La mostra

“La Gente di Napoli”, nella sua II edizione, è in mostra al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli in via dei Mille 60 dal 13 al 18 Aprile, con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 e la domenica fino alle 14.30.

La rassegna fotografica raccoglie circa 80 fotografie di Vincenzo De Simone e di persone che hanno deciso di partecipare al  suo progetto inviando i loro scatti e le loro storie (http://www.lagentedinapoli.it/), oltre alla proiezione di video ed interviste inerenti al progetto.

Quest’anno inoltre il progetto è stato ampliato con il contest MonumenTIAMO. L’idea è stata quella di rendere protagonisti i luoghi della città e le emozioni dei fotografi di fronte ad essi. Gli scatti vincitori, scelti da una giuria presieduta da Silvio Russino, sono esposti insieme alle altre foto.

 

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